Anche Ranucci fra le vittime imprudenti di Maria Rosaria Boccia

Pur abituato alle multiformi difese di Sigfrido Ranucci, orfano di Report toltogli dalla Rai col sollievo trapelato di una redazione stanca se non della conduzione, almeno dei suoi effetti, non mi aspettavo ch’egli dovesse essere atterrato come l’ultima vittima della prolematica imprenditrice pompeiana Maria Rosaria Boccia. Che lo aveva preso in custodia come un superman, ricavandone la promozione a una possibile direttrice di giornale, e ne ha moltiplicato le difficoltà di tenuta.

       Ranucci , scolpito anche in un libro dalla sua ammiratrice, rischia di non avere nemmeno le uscite di sicurezza, diciamo così, dell’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, passato l’anno scorso per le mani e le unghie della Boccia sotto processo per questo, ma anche per altro. Sangiuliano, dimessosi dal governo a causa sua,  passò prima all’ufficio di corrispondenza della Rai a Parigi -quello offerto a Ranucci è stato al Cairo, rifiutato come una mezza provocazione o un altro attentato- e poi nella sua Napoli come amministratore locale e commissario, o quasi, del partito meloniano del posto. Di Ranucci temo che non vorrà più occuparsi neppure Valter Lavitola, spintosi a sognare per lui un futuro di capo del governo dell’alternativa al centrodestra.

Lascia un commento

Blog su WordPress.com.

Su ↑