La passeggiata intestata a Silvio Berlusconi a Portofino, esattamente quella da lui fatta in vita per raggiungere dal borgo ligure la villa presa in affitto, sfuggita alla collezione delle sue proprietà, ha casualmente qualcosa di riparatorio di fronte all’antiberlusconismo di ritorno nel dibattito politico, chiamiamolo così, e sulle prime pagine.
Casualmente, perché presumo, considerando i tempi della burocrazia, anche nei Comuni meglio amministrati, che l’apertura della pratica gestita dal sindaco di Portofino risalga a prima che Berlusconi venisse ridemonizzato, se mai aveva smesso di esserlo, un po’ per i due figli maggiori tentati, a dir poco, dalla politica occupandosi più da vicino di Forza Italia, e un po’ per la generosità della grazia del presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla ex igienista dentale e amica dei bunga bunga del compianto Cavaliere, Nicole Minetti condannata definitivamente per favoreggiamento della prostituzione e peculato.
In questi ultimi giorni, prima che il vento scoprisse i cartelli predisposti per l’inaugurazione ufficiale della passeggiata, le polemiche sui progetti politici di Marina e Pier Silvio Berlusconi sono addirittura aumentate perché sono state avvertite, a torto o a ragione, le loro manine anche nel tentativo avviato dal governo di modificare la legge elettorale per il rinnovo delle Camere l’anno prossimo. I due fratelli sono sospettati, in particolare, di lavorare piuttosto per la prospettiva di un pareggio elettorale allo scopo rendere i rapporti con Foza Italia appetibili a sinistra per governi obbligati di larghe intese.
Le polemiche sulla grazia alla Minetti, sospettata di avere voluto sottrarsi all’esecuzione dei servizi sociali sostituitivi del carcere perché impegnata nell’assistenza a un figlio adottato in condizioni di salute molto difficili, si sono invece un po’ allentate. Le inchieste fatte riaprire dal presidente della Repubblica per i dubbi avuti leggendo il contrarissimo Fatto Quotidiano non hanno dato, almeno sinora, i risultati temuti da Mattarella. Tanto che il giornale di Travaglio ha riposizionato la sua artiglieria per sparare adesso non tanto contro l’odiata Minetti quanto contro il suo compagno Giuseppe Cipriani. Che avrebbe preferito una transazione ad una sentenza nella causa intentagli a suo tempo da una barista avvenente, diciamo così. Quanto o più della Minetti.