Gli 862 chilometri che separano Dresda da Cernobbio….

       Sono 862 i chilometri che separano Cernobbio da Dresda, la capitale della Sassonia dove l’estrema destra ha festeggiato la vittoria elettorale conseguita sui democristiani e ancor più sui socialdemoratici facendo venire in Italia l’acquolina in bocca al generale Roberto Vannacci. Ma anche al vice presidente leghista del Consiglio Matteo Salvini, che non si lascia scappare occasione per sorprendere gli alleati di centrodestra e metterli in difficoltà, a dir poco.

A Cernobbio, ospite del gotha imprenditoriale, come hanno riferito i cronisti, il generale Vannacci per guadagnarsi più attenzione ha dovuto ripiegare nei corridoi dalla platea alquanto gelida. Dove solo l’ultramiliardario di nascita italiana e cittadinanza naturalmente monegasca Manfredi Lefebvre d’Ovidio lo aveva applaudito apprezzandone poi dichiaratamente “la chiarezza”, per quanto il senatore a vita ed ex premier Mario Monti fosse insorto contro “la retorica del fascismo” avvertita nelle parole del capo di Futuro nazionale.  

       Se passiamo dai  corridoi di villa d’Este  a quelli metaforici di Roma, tifano elettoralmente per il generale  gli avversari più accaniti e ossessionati della Meloni e del suo governo appena arrivato al primato di longevità nella storia della Repubblica. Piacciono a costoro i voti che il generale potrebbe prendere alle prossime elezioni sottraendoli alla Meloni, appunto, e consentendo il sorpasso nelle urne ad opera della sinistra pur divisa tra sfrenate ambizioni personali e opposte visioni di politica estera e difesa, non certo marginali in un programma di governo. Nei corridoi di ville e palazzi queste cose possono contare poco, e di più gli abiti del generale, che ne ha cambiati tre in una stessa giornata, e della moglie rumena. Ma sono cose che alla fine fanno la differenza e potrebbero giocare a favore di una premier decisa a “non mollare” fra lo stupore del suo cosiddetto vice Salvini.

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