Benchè “sporcato” dalla premier che ne ha ricordato i precedenti da ministro della Pubblica Istruzione, 36 anni fa, o proprio perché “sporcato”, secondo la protesta di Domani, il giornale di forte opposizione al governo, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha prudentemente deciso di collaborare alla formulazione del decreto legge che limita al 30 per cento la presenza di stranieri fra gli alunni di classe della scuola dell’obbligo. Un obbiettivo che ha condiviso anche l’ex ministro della Pubblica Istruzione, ed ex Pd, Giuseppe Fioroni con dichiarazioni a favore della linea del governo Meloni. “E’ una norma di saggezza, un requisito di saggezza senza bandiera”, ha detto Fioroni.
La collaborazione di Mattarella alla formulazione del decreto legge avviene nelle solite e riservate procedure di persuasione reciproca fra gli uffici del Quirinale e quelli ministeriali. Cui il Fatto Quotidiano di Marco Travaglio, che contende al già citato Domani la guida mediatica dell’opposizione, ha reagito chiedendosi e chiedendo in un titolo sopra la testata: “Non era meglio lasciarlo scrivere e poi respingerlo?”. No. Mattarella, ripeto, ha scelto di partecipare a suo modo alla stesura del provvedimento, come ha fatto anche in altre occasioni accennate sul Corriere della Sera dalla nuova quirinalista Monica Guerzoni. La quale ha raccolto negli uffici del presidente della Repubblica la confidenza o assicurazione ch’egli non si senta “assediato”. Né dal governo né dall’opposizione. Ma soprattutto, direi, dall’opposizione che più cerca di strattonarlo e di rappresentarlo polemico, insofferente e quant’altro verso la compagine ministeriale della Meloni, arrivata anche grazie all’aiuto del Quirinale al primato di durata nella storia della Repubblica.
Ripreso da http://www.startmag.it