Una tempesta, sia pure di carta, è scoppiata a Repubblica per un’intervista dell’ex editore John Elkann, il nipote prediletto di Gianni Agnelli, titolata sui banchi della scuola dove si costruisce la vera integrazione. Banchi di grande attualità in questi giorni di polemiche sui limiti voluti dal governo nella composizione delle classi con scolari stranieri. Che non debbono essere più di un terzo, salvo deroghe.
Il comitato di redazione del giornale fondato da Eugenio Scalfari non ha condiviso il ritorno, diciamo così, di Elkann e si è dissociato con una nota durissima. Non sui problemi della scuola trattati nell’intervista, ma sulla vendita di Repubblica, sulle ancora non ben definite prospettive della testata venduta ad un armatore greco, sul disimpegno più in generale degli eredi di Agnelli dall’editoria, sulla crisi anche di Stellantis, secondo il comitato di redazione, avrebbe dovuto essere intervistato l’ex editore.
Alla nota del comitato di redazione il direttore Stefano Cappellini, che ne era il destinatario e che si è trovato coinvolto nelle polemiche sulla vicenda sempre pasticciata di Valter Lavitola e di Sigfrido Ranucci, non ha ritenuto di rispondere tradendo imbarazzo, a dir poco. Silenzio, sinora, anche della nuova proprietà del giornale, investita dalle critiche del comitato di redazione per le perduranti zone d’ombra del presente e del futuro della testata.
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