Con l’aria di volere polemizzare con Marco Damilamo, che gli aveva dato della “Madonna pellegrina di Futuro nazionale” per seguire non solo come cronista ma anche come simpatizzante o protettore il generale Roberto Vannacci, difendendolo anche dalle critiche e dalle preoccupazioni avvertite nel Giornale che fu di Indro Montanelli, ora guidato dal direttore responsabile Tommaso Cerno, il sempre imprevedibile Vittorio Feltri ha annacquato il suo entusiasmo. O la sua disponibilità a sostenere il generale perché convinto che in ogni caso Giorgia Meloni è capace e forte abbastanza per fronteggiarne la concorrenza a destra.
Alla fine di un suo lungo articolo polemico, ripeto, con Damilano per il racconto un po’ caricaturale fatto dell’attenzione riservata al generale, Feltri ha contestato Vannacci. “Noi del Giornale -ha scritto come direttore editoriale- siamo onesti, tanto è vero che dopo aver lodato Vannacci questi ha subito attaccato il nostro editore Antonio Angelucci”. “Tutto ciò è profondamente scorretto”, ha concluso. E avvertito.
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