La buonanima di Berlusconi ricondannata a Strasburgo per frode fiscale

Festeggiato il 29 settembre scorso da familiari, amici e tifosi per i pur mancati 90 anni, Silvio Berlusconi è stato ricondannato per frode fiscale dalla Corte europea dei diritti dell’uomo. Dove è stato appena respinto il ricorso presentato 12 anni fa contro la sentenza definitiva della Cassazione del 2023. Che era poi costato all’ex presidente del Consiglio il seggio al Senato con una procedura inedita, a scrutinio palese, per una interpretazione del regolamento imposta d’imperio dall’allora presidente Pietro Grasso, eletto nelle liste del Pd.  Per ritorsione i forzisti, anche a costo di spaccarsi con una scissione promossa dal segretario del partito e ministro Angelino Alfano, abbandonarono la maggioranza del governo di Enrico Letta, pur non provocandone la caduta. 

I magistrati di Strasburgo hanno impiegato più tempo di quelli italiani, che ci avevano messo quattro anni in tre gradi di giudizio per condannare Berlusconi a quattro anni per frode fiscale sui diritti televisivi sul filo della prescrizione. Che fu evitata assegnando il processo ad una sezione feriale della Cassazione contestata dai legali dell’imputato. Tutto fu regolare invece per la Corte europea dei diritti dell’uomo, che all’unanimità ha trovato “equo” il processo subito in Italia dall’ex presidente del Consiglio. Equo anche perché “non sufficientemente provati” i pesanti, offensivi offensivi giudizi su Berlusconi attribuiti al presidente della sezione feriale della Cassazione e risalenti a prima ancora che ricevesse l’incartamento processuale.

Rispondi

Blog su WordPress.com.

Su ↑