Il soccorso paradossale di Matteo Salvini alle opposizioni

Danneggiate anch’esse dalle piazze devastate, o a rischio continuo di altre devastazioni, le opposizioni troppo comprensive delle ragioni antigovernative della protesta sono state soccorse dal segretario appena confermato della Lega Matteo Salvini. Che dopo avere scimmiottato il lontano Pci di Enrico Bewrlinguer “di lotta e di governo”, quando sosteneva i governi monocolori democristiani di Giulio Andreotti, ha concluso il congresso straordinario improvvisato con i delegati del precedente privilegiando la lotta al governo. Dove pure continua a fare il vice presidente del Consiglio e il ministro delle Infrastrutture con colleghi di partito in altri posti importanti, come Giancarlo Giorgetti all’Economia.

Il Salvini di lotta, incurante di una telefonata della premier Giorgia Meloni che gli aveva chiesto di non metterla troppo in difficoltà, ha cominciato il suo rinnovato mandato di segretario del partito reclamando, come dall’opposizione Conte, l’altro Matteo del quale era stato vice presidente del Consiglio e ministro dell’Interno fra il 2018 e il 2019, la cessazione degli aiuti militari all’Ucraina. Che sinora, pur non graditi, la Lega aveva permesso votandone i dispositivi in Parlamento. Si deve presumere che, dopo la sparata congressuale, non sarà più così.

Salvini si ritroverà pertanto, su un problema di politica estera e di difesa importante come quello dei rapporti con l’Ucraina aggredita dalla Russia di Putin, non solo con l’altro Matteo -ripeto- che nel campo largo dell’alternativa è candidato a Palazzo Chigi, Conte, ma anche con i pur pochi parlamentari di Vannacci. Sì, proprio lui, il generale Roberto Vannacci dal quale Salvini si è fatto affiancare come vice segretario del partito per un po’ di tempo, prima di perderlo, non di scaricarlo.

Decisa saggiamente a non recuperare il generale al centrodestra, anche a costo di perdere le elezioni, piuttosto che vincerle col suo aiuto, la povera Meloni si trova ora a dover convivere al governo in quel che resta della legislatura con un Salvini vannacciano, e contiano.

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