“Meloni fa la dura con i minorenni”, ha titolato Domani, il giornale quotidiano col quale, a 92 anni quasi compiuti, Carlo De Benedetti fa ancora l’editore, partecipa all’opposizione al governo di centrodestra e si consola degli anni perduti di Repubbllica, imprudentemente gestita e venduta dai figli.
Con i minorenni, anche quando giocano a fare i “vandali”, come gridato da un dirigente di polizia ferito in piazza a Milano, ma anche i ladri saccheggiando i negozi della merce desiderata, pure per l’ingegnere De Benedetti si deve usare non la forza della prevenzione e della repressione ma la comprensione delle mamme preoccupate che i figlioli finiti in Questura siano alimentati abbastanza, e bene. Il cuore di mamma è l’edizione minorile dell’obbligo di capire le ragioni delle violenze degli adulti, non colpevoli ma portati all’esasperazione dal governo di turno, specie se di centrodestra, e per giunta guidato da una donna ridotta ad una “nana borgatara” sui social.
I “soggetti inediti” evocati dal presidente della Repubblica e le orchestrazioni esterne di tanta violenza avvertite da un magistrato che se ne sta occupando non hanno consigliato alle opposizioni alcuna riflessione diversa dal dovere di prendersela, al solito, col governo. E di rappresentarlo sull’orlo, anzi già caduto nella pratica dello “stato di polizia”, “autoritario” e simili. Dove si ricorre all’esercito per arrestare, trattenuti all’ultimo momento da Mattarella al Quirinale. Che partecipa a suo modo alla confezione dei decreti legge per risparmiarsi la fatica poi di negare la firma, o di rinviarne il testo alle Camera una volta approvato senza avere recepito i consigli del Capo dello Stato e dei suoi uffici.
Il governo, dal canto suo, per quanto avversato, ringrazia le opposizioni e i loro fiancheggiatori per l’aiuto suicida che gli forniscono nella lunga e difficile campagna elettorale in corso per il rinnovo delle Camere, l’anno prossimo, non importa con quale problema e con quale leader, tutti da definire.
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