Il generale Roberto Vannacci mette in fuga i calabresi dalle urne

       Sceso in Calabria per farne, almeno nel collegio Reggio-Locri, la sua Sassonia nelle elezioni suppletive per sostituire l’ex deputato di Forza Italia Francesco Cannizzaro, ora sindaco del capoluogo della regione, il generale Roberto Vannacci ha provocato la fuga dalle urne nella prima giornata di votazioni. L’affluenza è precipitata al 15 per cento. Potrà salire di ben poco nella mezza giornata residua del turno.

       Il candidato di Vannacci, e del suo Futuro Nazione, al seggio di Montecitorio è l’ex capogruppo di Forza Italia alla regione Domenico Giannetta. Il cui rivale più diretto non è il candidato della sinistra Frank Benedetto ma il candidato di Forza Italia e, più in generale, del centrodestra Fabio Roscioli, romano, tesoriere del partito azzurro e avvocato della famiglia Berlusconi. Che lo ha praticamente imposto al segretario del partito Antonio Tajani, arresosi nella speranza, o illusione, di ridurne il ruolo, come tesoriere, nella preparazione e presentazione delle liste dei candidati alle elezioni politiche nazionali dell’anno prossimo.

       Per quanto assurto a test di tenuta o di sconfitta del centrodestra insidiato dal generale Roberto Vannacci, appena salito all’8,8 per cento dei voti a livello nazionale in un sondaggio della Ipsos, o proprio per questo, l’elettorato del collegio Reggio Calabria-Locri ha reagito con una clamorosa indifferenza. Piuttosto che attirato, è fuggito dalle urne, ripeto, nonostante il chiasso di una campagna elettorale in cui il generale si sia preso e dato del “cornuto”, e sia ricorso anche alla contraffazione di una foto di una sottosegretaria del centrodestra sentitasi “denudata”,

       La diserzione elettorale basta e avanza da sola per non fare del pezzo di Calabria chiamato al voto la Sassonia sognata da Vagnacci, dove alle recenti elezioni stravinte dall’estrema destra Afd l’affluenza alle urne è stata dell’80 per cento.   

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