Come Luigi Di Maio si sta incartando nel reddito di cittadinanza…..

            Più che le retromarce, vere o finte che siano, reali o da vignette, sulla strada del deficit di bilancio, nella speranza di ridurre le ormai dichiarate ostilità della Commissione Europea presieduta a Bruxelles da un ubriacone,  secondo la prova del palloncino fattagli a distanza a Roma in maglietta dal vice presidente Rolli.jpgleghista del Consiglio e ministro dell’Interno Matteo Salvini, meritano forse attenzione le correzioni che via via l’altro vice presidente, il grillino Luigi Di Maio, apporta al cosiddetto reddito di cittadinanza. Che è poi la vera o principale parte clamorosa e controversa della manovra finanziaria in arrivo sia per il suo altissimo costo, ben superiore ai dieci miliardi di euro che lo stesso Di Maio vorrebbe destinarvi almeno all’inizio, sia per la svolta assistenzialistica che esso conferisce alla politica economica e sociale del governo gialloverde. Che invece sostiene di volere produrre più consumi e più crescita, oltre che naturalmente più equità, togliendo a chi ha di più e dando a chi ha di meno.

            Oltre a ridurre via via la cosiddetta platea dei destinatari del reddito di cittadinanza per cercare di contenerne i costi, escludendo per esempio gli immigrati anche a costo di incorrere nella bocciatura della Corte Costituzionale, quando e se il problema arriverà al Palazzo della Consulta, Di Maio e i suoi consiglieri stanno cercando di contenerne l’impiego. E stavolta non tanto per limitarne i costi quando per dargli un abito austero, etico, morale, in controtendenza rispetto alle abitudini dell’economia sommersa molto solide nelle zone dove maggiore sarà la diffusione del reddito promesso in campagna elettorale dai grillini.

            Più che soldi in contanti, gli interessati dovranno forse disporre di una carta di credito per acquisti tracciabili, rigorosamente nazionali e altrettanto rigorosamente virtuosi. Si tolgano dalla testa, disoccupati e quant’altri, di usare la loro carta per acquistare liquori, sigarette, profumi, diavolerie elettroniche, e tanto meno giocare al lotto o derivati.

            Nello stendere l’elenco degli acquisti consentiti o negati il capo ufficiale del movimento grillino, sempre più in bilico sul balcone di Palazzo Chigi,  si rivelerà probabilmente di una intransigenza, di una severità, di una ossessione pari a quella con la quale si è sinora prodigato e distinto per dare agli sgraditi di turno dei ladri, parassiti, aguzzini, assassini, sfrontati, disonorevoli e via disprezzando e condannando.

            Questa storia potrà finire paradossalmente con lo spettacolo dei contrari al reddito di cittadinanza che dovranno difendere Di Maio, dagli insulti e dagli assalti che gli muoveranno gli elettori delusi delle 5 Stelle. O, all’opposto, dovranno difendere il diritto di costoro di spendere come vorranno le risorse ottenute.

 

 

 

 

Ripreso da http://www.startmag.it

 

 

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: