Le imprecazioni che Beppe Grillo non ha saputo risparmiarsi tra i morti

            Ha qualcosa di almeno anacronistico la caccia allo sciacallo che, con l’aria di deplorarla mandando il solito vaffa.. al massimo dei decibel, Beppe Grillo ha contribuito ad aprire di fronte alle polemiche sul crollo del viadotto autostradale Morandi nella sua Genova.

            L’anacronismo sta nell’incontrovertibile responsabilità che anche i grillini si sono assunti, nella ricerca delle responsabilità o coperture politiche, liquidando cinque anni fa con documenti sbrigativamente tolti in questi giorni dalla rete come “favoletta” il rischio di crollo di quell’importante infrastruttura. Un rischio avvertito e denunciato dagli avversari delle 5 Stelle favorevoli all’abbattimento del ponte e alla costruzione di una “grondaia” alternativa.

            Adesso i grillini, al governo con un presidente del Consiglio, un vice presidente e un bel po’ di ministri, fra i quali quello competente del settore, possono pure alzare la voce, prendersela con i soliti governi “precedenti”, bruciare mediaticamente Benetton, ritirare le concessioni alle sue Autostrade, farne precipitare i titoli in borsa insieme col ponte Morandi,  irridere i controlli vantati, e risultati chiaramente e -si spera- inconsapevolmente insufficienti,  rifiutare l’impegno di ricostruire in cinque mesi ciò che è caduto provocando tante vittime.

             Si può anche aprire, come si è cominciato subito a fare con le grida del ministro leghista dell’Interno Matteo Salvini, l’ennesima polemica sui vincoli europei, peraltro già contestati da Bruxelles, mentre  sale il costo dell’ingente debito pubblico italiano. Si può anche proclamare e celebrare in prima fila il lutto nazionale e quello cittadino, ma quella “favoletta del crollo” gridata dai grillini quando erano all’opposizione e si poteva intervenire per evitarlo, non consente loro di tirarsi fuori dalla vicenda, compresa la caccia agli sciacalli. E tanto meno consente  al loro capo, “garante”, “elevato” e quant’altro di mandare gli avversari a quel posto.

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