Tra le fiamme dei diavoli e della campagna elettorale…

            Per una volta si può ben ridere della vignetta del Fatto Quotidiano, dove Vauro ha commentato in prima pagina il recupero delle forze anche fisiche appena vantato da Silvio Berlusconi facendo gioire i diavoli. Che ne temono l’arrivo perché il peccatore di Arcore sarebbe capace anche di spegnere il fuoco dell’inferno, lasciandoli disoccupati. Tenetevelo, ha fatto dire Vauro ai diavoli, evidentemente rivolti anche al suo direttore Marco Travaglio.

            Ho la sensazione, per certe notizie che mi giungono dagli specialisti dei sondaggi ma non ancora arrivate ai giornaloni, o da questi esorcizzate, che Vauro dovrà aggiornare dopo le elezioni la sua divertente vignetta per applicarla anche a Matteo Renzi: un altro capace di lasciare i diavoli disoccupati con i loro forconi e attrezzi da griglia.

            La prospettiva di un Renzi scampato alle fiamme deve essere diventata un incubo anche per l’ex pacioso presidente uscente, e quindi terminale, del Senato Pietro Grasso. Che non riesce a digerire il soccorso fornito al Pd e liste collegate dall’ex presidente del Consiglio Romano Prodi denunciando il carattere divisivo, e perciò letale per il centrosinistra, dei Liberi e Uguali. Così si chiamano, com’è noto, gli scissionisti del Pd e affini che partecipano alla campagna elettorale portando al polso come nastrino di riconoscimento il nome dell’ex magistrato portato in carrozza al Senato cinque anni fa dall’amico ed estimatore Pier Luigi Bersani, allora segretario del Pd.

            Dopo essersi scoperto qualche mese fa, col groppo alla gola davanti ad un’assemblea di adoranti, “un ragazzo di sinistra”, Grasso si è ora riconosciuto nello “zoccolo duro” della sinistra, che Renzi avrebbe “espulso”, anche se i vari Bersani e D’Alema un anno fa, all’incirca di questi tempi, se ne andarono spontaneamente dal Pd, non seguiti dalle altre componenti della minoranza. Delle  quali adesso, nominandone gli uomini di riferimento, cioè Andrea Orlano, Michele Emiliano e Gianni Cuperlo, il presidente del Senato ha cercato di stimolare l’orgoglio, o la rabbia di vittime, accusando Renzi di avere decimato i loro candidati nella preparazione delle liste.

            Grasso ha imparato presto il mestiere della politica, assimilandone anche gli aspetti peggiori: per esempio, l’intromissione con mani e piedi nelle vicende interne degli altri partiti, nella speranza di raccoglierne qualche brandello. Sapeva farlo benissimo il Pci, ai suoi tempi, affettando il partito socialista.         

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