Me l’aspettavo ed è puntualmente arrivata la stecca, felice come al solito, del professore Ernesto Galli della Loggia, sul Corriere della Sera, nel coro dei commenti e delle analisi storiche e politiche di ciò che sta producendo il generale, non a caso di divisione, Roberto Vannacci col suo partito ardimentosamente intestato al futuro nazionale ma dannatamente, e fortunatamente,legato al presente. O, al massino, al futuro prossimo delle elezioni generali del 2027, che gli aspiranti all’alternativa pensano di poter vincere grazie ai voti che potrà togliere il generale, appunto, al centrodestra correndo da solo. O anche partecipando ad una coalizione zavorrata proprio dalla sua presenza, a beneficio delle componenti dichiaratamente moderate o più riformiste del cosiddetto campo largo coltivato, in concorrenza fra di loro, da Angelo Bonelli, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni, Matteo Renzi, Elly Schlein, in ordine rigorosamente alfabetico, e altri ancora.
Mentre tutti, al solito, guardano al dito di Vannacci, e ai suoi tifosi opportunisti addirittura di sinistra, Ernesto Galli della Loggia ha guardato alla luna di un centrodestra ancora più di centro pur sotto la guida di Giorgia Meloni. Che proprio grazie a Vannacci potrà essere davvero conservatrice, come il nome dello schieramento cui la premier appartiene a livello internazionale, e lasciare al futuro alla rovescia del generale lo spazio e il ruolo di reazionario. E non è affatto detto, par di capire leggendo l’editorialista del Corriere della Sera, che un simile processo di evoluzione moderata del centrodestra debba compiersi nella prossima legislatura praticando l’opposizione. La rapidità con la quale cambiano umori e contingenze, peraltro in una situazione internazionale di una instabilità assoluta, potrebbe nel solo anno, poco più o poco meno, che manca al rinnovo delle Camere spegnere la luce di Vannacci e accendere quella della Meloni, altro che della Schlein e concorrenti del suo campo di dimensioni variabili.
“Per Giorgia Melonio- ha scritto e concluso Ernesto Galli della Loggia consigliandole non di rincorrere ma di abbandonare Vannacci al destino di un’altra avventura populista o qualunquista della ormai lunga storia repubblicana, da Guglielmo Giannini a Beppe Grillo- potrebbe essere un’occasione da non perdere”.
Pubblicato sul Dubbio
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