La paura incostituzionale della destra al Quirinale prospettata dalla Meloni

       L’articolo 84 della Costituzione dice, testualmente, che “può essere eletto Presidente della Repubblica ogni cittadino che abbia compiuto cinquant’anni e goda dei diritti civili e politici”. Nient’altro. Compresa, quindi, quando scadrà il mandato del Presidente, sempre con la maiuscola, in carica col suo secondo mandato, la presidente, scriviamola pure con la minuscola, del Consiglio dei Ministri. Che compirà i 50 anni il 15 gennaio dell’anno prossimo, largamente in tempo per poter succedere a Sergio Mattarella nel 2029.

Compreso, aggiungo, il presidente attuale del Senato Ignazio La Russa, già ora seconda carica dello Stato:: un altro di cui lor signori del perbenismo costituzionale temono l’arrivo al Quirinale con qualcuno dei suoi busti di Benito Mussolini. Compreso l’attuale ministro della Giustizia Carlo Nordio, che nell’ultima edizione della corsa al Colle leopardianamente più ermo di Roma, fu il candidato di bandiera dei fratelli d’Italia della Meloni. Compreso, persino, pensate un po’, il generale Roberto Vannacci, pur non disposto a correre per se stesso ma disponibile ad appoggiare la Meloni, nonostante non la ritenga abbastanza di destra.

       Trovo pertanto semplicemente e doverosamente incostituzionale lo scandalo avvertito a sinistra e dintorni, compreso il presunto e affollatissimo centro dei vari Renzi, Onorato, Ruffini, Silvia Salis alla banale, banalissima opinione della Meloni che la Repubblica potrà avere anche un Presidente di destra. o “non di centrosinistra”. Di cui d’altronde si avvertirono tracce, anche per i voti ottenuti a scrutinio segreto nell’aula di Montecitorio, nei democristiani Antonio Segni e Giovanni Leone.

       Calma, quindi, signori della protesta e dell’allarme antifascista, naturalmente. Calma e gesso. Rileggetevi l’articolo 84 della Costituzione senza impazzire, facendo solo un po’ di conti.  

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