A ciascuno il suo Vannacci. Quello di Conte si chiama Beppe Grillo

       Ciascuno ha il suo Vannacci. La Meloni di certo col generale che le insidia da destra voti che potrebbero rivelarsi decisivi per un sorpasso della sinistra nelle elezioni dell’anno prossimo. Ma ancora più nocivi forse per la tenuta e credibilità della premier se dovesse cedere alla tentazione, sinora attribuitale senza prove, di recuperare il generale del Futuro nazionale  al centrodestra con offerte di potere o cedimenti programmatici, o entrambi. E’ ciò che sperano naturalmente nel cosiddetto campo largo dell’alternativa, dove a Vannacci fanno sconti incredibili per aiutarlo a crescere non contestandogli, per esempio, uscite e proposte allucinanti come la confutazione del reato di femminicidio mentre la cronaca sforna ogni giorno notizie di delitti di questo genere. Il generale dovrebbe tornare a scuola, dove il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha appena raccomandato di insegnare il rispetto delle donne, visto che a casa di fa forse il contrario.

       Il Vannacci di Giuseppe Conte, aspirante a un ritorno a Palazzo Chigi come “il punto più alto di riferimento dei progressisti” indicato o certificato nel Pd da Goffredo Bettini, è Beppe Grillo. Che non ha bisogno neppure di improvvisare una lista o un movimento, senza neppure una stella nel simbolo, per danneggiare il suo ex garantito. Del quale ha detto, in una intervista a Fedez di cui ha distillato anticipazioni, che di progressista Conte ha solo “la paralisi progressiva”, appunto, “della mente”.

       Quanto poi alla sua vecchia autoesaltazione di “avvocato del popolo”, Grillo ha declassato l’ex premier ad avvocato, piuttosto, dei “cavilli” come “il reverendo Jones”, nome d’arte di Antonio Pusceddu, autore di testi ironici, satirici e irriverenti.

       Nell’area dello spettacolo Conte sa bene che non c’è partita contro il suo ex garante. Egli dovrà rassegnarsi nella lunga campagna per le primarie, e poi per le secondarie se dovesse superare la concorrenza di Elly o Elena Schlein e altri volenterosi, agli assalti di ritorsione di Grillo trascinato dalle stelle alle stalle. 

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