Il silenzio assordante e vigliacco sui funerali di Gilberto Benetton

            Neppure i funerali, svoltisi nel Duomo di Treviso nell’”assenza della politica”, fatta eccezione per il governatore leghista del Veneto Luca Zaia, e nell”abbraccio dell’economia”, come ha riferito l’inviato Giampaolo Visetti su Repubblica, che ne ha però confinato la cronaca molto all’interno, hanno riportato sulle prime pagine dei giornali il dramma di Gilberto Benetton. Che è stato stroncato lunedì scorso da una polmonite sopraggiunta alla leucemia, ma forse ancor più al linciaggio subito con la famiglia per il crollo del ponte Morandi a Genova. Come se fossero stati i Benetton in persona i responsabili di quella tragedia e delle vittime che provocò. Come se fossero stati loro, e Gilberto per primo in quanto responsabile del settore finanziario di un gruppo noto in tutto il mondo, a impedire una manutenzione regolare e avveduta del viadotto, capace di impedirne il crollo, o di prevenirlo con la sospensione del traffico e quant’altro: tutte cose di competenza comunque anche di altri, a cominciare dal Ministero dei Trasporti o, come si chiama adesso, delle Infrastrutture. Che non a caso è stato coinvolto nelle indagini della Procura di Genova.

             Dei funerali di Gilberto Benetton non si è trovato un rigo, e non solo una foto, neppure sulla prima pagina del giornale della Confindustria, il Sole 24 Ore, il quotidiano cioè degli industriali, a dispetto del già ricordato “abbraccio dell’economia” riferito, per la diffusa partecipazione degli imprenditori, nella lontana pagina 22 di Repubblica. Dove non vorrei che, a dispetto della prima reazione del direttore Mario Calabresi, fossero rimasti consapevoli o inconsapevoli sensi di colpa, o solo di disagio, dopo le sconsiderate accuse del vice presidente grillino del Consiglio Luigi Di Maio, e del suo collega di partito e di governo alla guida del dicastero delle Infrastrutture Danilo Toninelli, di avere rappresentato e coperto gli interessi della famiglia Benetton per la partecipazione del gruppo editoriale di Carlo De Benedetti e figli alle società autostradali degli imprenditori trevigiani.

             Spiace dirlo e scriverlo. Ma il silenzio, o l’assai modesto, quasi imbarazzato grado di attenzione riservato ai funerali di Gilberto Benetton è la conseguenza più emblematica e devastante del linciaggio compiuto contro di lui in vita, sull’onda di una condanna morale comminatagli dal governo in violazione di ogni regola, dal “popolo” digitale delle 5 stelle.: linciaggio ripetuto all’arrivo della notizia della morte.

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