Le brigate rosse messe in menopausa da Travaglio e aggregati

       Per mettersi l’anima in pace e dileggiare sensazioni, allarmi, denunce, indagini e quant’altro su un ritorno del terrorismo, fra piazze e cantieri d’alta velocità non graditi, e perciò assaltati con tutte le forze dell’ordine incaricate di proteggerli, non foss’altro per quello che sono già costati alla collettività, il sempre immaginifico Marco Travaglio sul suo Fatto Quotidiano, sfogliato la mattina, o già di notte, credo, come primo giornale dall’ex premier Giuseppe Conte; per mettersi l’anima in pace, dicevo,  e sfottere avversari, dissidenti o soltanto antipatici Travaglio ha messo in meno pausa le brigate rosse. E ciò già nel titolo del suo editoriale di ieri non contro i devastatori, “violenti organizzati”, come ancora li chiama anche la premier Giorgia Meloni, incappucciati, d’importazione ed esportazione, riusciti a ferire più di 120 fra agenti di Polizia e Carabinieri, distruggere mezzi ed opere e naturalmente  ritardare l’esecuzione dei lavori. No. Gli strali di Travaglio sono stati diretti proprio ai lavori, a causa della loro lunghezza, dei loro eccessivi costi e inutilità in qualche modo certificati dal suo primo lettore, il già citato Conte, quando a  Palazzo Chigi, già alla guida del suo primo governo di coalizione con la Lega di Matteo Salvini, sostituita poi dal Pd, si guadagnava dallo stesso Travaglio il secondo posto di merito nella lunga lista dei presidenti del Consiglio italiani, subito dopo Camillo Benso conte, al minuscolo, di Cavour.  

       Certo, in menopausa, se ancora viva, sarà ornai quella brigatista rossa, o di qualche sigla affine, che negli anni Settanta in giovane età  si vantava di provare orgasmo ogni volta che riusciva a colpire il bersaglio umano affidatogli, specie se uccidendolo al primo colpo. Ma il terrorismo, quale va inteso un movimento di violenza organizzata, come dice- ripeto- la Meloni, che aggredisce non a parole  e striscioni ma con arnesi da scasso, pietre, grate di ferro, mazze  eccetera le forze dell’ordine, mandandone in ospedale più di cento, e mancando il morto solo per caso, con l’obiettivo dichiarato di impedire la realizzazione di un’opera di sicurezza,  oltre che di velocità di trasporto, decisa anche a livello internazionale, non mi sembra proprio in menopausa. Tale sarà, magari, quella mentale che scambia l’opinione per complicità, o viceversa, e finisce per alimentare il ribellismo e compiacersene.

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