La scomparsa di Emma Bonino, la donna italiana più famosa nel mondo prima della Meloni

       Con Emma Bonino, la leader radicale forse più popolare, più di Marco Pannella che sotto sotto, ma anche sopra, ne soffriva la concorrenza, è morta la donna italiana più famosa nel mondo, come la definiva il suo estimatore Sandro Pertini. Cui avrebbe meritato di succedere al Quirinale se i partiti avessero avuto il buon gusto e la saggezza di votarla appunto per la popolarità che aveva saputo guadagnarsi, persino oltre Tevere. E ben prima che Papa Francesco salisse sul suo appartamento per salutarla e incoraggiarla fra una pausa e l’altra concessale dal cancro che l’aveva colpita.

       Tanto erano divisive le sue battaglie, come quella dell’aborto in un paese di cattolici che avevano già dovuto ingoiare il rospo del divorzio, contribuendo peraltro a salvarlo dal referendum abrogativo del 1974, quanto era diffusa la simpatia che la Bonino riusciva a guadagnarsi. Ci volle solo la disinvoltura, a dir poco, di Matteo Renzi nel 2014, arrivando a Palazzo Chigi dopo avere conquistato la segreteria del Pd e avere esortato Enrico Letta a rimanervi “tranquillo”, per rimuovere la Bonino da ministro degli Esteri, senza neppure una parola di giustificazione e di ringraziamento. E per sostituirla, poi, con una funzionaria di partito di cui si sono perse le tracce dopo una formale promozione a commissaria europea.

       Neppure partecipando all’unanime cordoglio per la sua morte Renzi ha ritenuto di rammaricarsi per quel torto fatto alla Bonino più di dodici anni fa.

Lascia un commento

Blog su WordPress.com.

Su ↑