Per una volta -doveva capitare prima o poi- nel salotto televisivo de la 7, dove si processa abitualmente la premier Giorgia Meloni, anche quando non è nei titoli della puntata o udienza, la conduttrice Lilli Gruber è inciampata in un’ospite: la professoressa e filosofa italo-australiana Rosi Braidotti. Che, collegata dalla sua casa olandese, non ha lasciato solo il solito Italo Bocchino nella difesa della Meloni, appunto, accusata da Emilio Fittipaldi, direttore del debenedettiano Domani, e da Andrea Scanzi, del Fatto Quotidiano, di essere al servizio del sovrano di turno: ieri Donald Trump, il presidente americano in declino di popolarità e soprattutto di ragionevolezza, e ora del presidente francese Emmanuel Macron. Tanto, le ginocchiere ce l’ha la presidente del Consiglio, procuratele a voce in un discorso a Montecitorio da un deputato che si è guadagnato così anche la ricandidatura delle 5 Stelle, o di quel che ne rimarrà l’anno prossimo nel nome del Movimento che Beppe Grillo contesta a Giuseppe Conte.Gruber inciampa nel
Ginocchiere, quelle della Meloni, che Fittipaldi ha immaginato anche nei rapporti di contrapposizione finta, secondo lui, a Roberto Vannacci. E’ stato a questo punto che Rosi Braidotti è sbottata preferendo la Meloni al generale e riconoscendole il buon senso della moderazione. O l’astuzia di approfittare dell’occasione per ricavarne un vantaggio, non un danno.
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