Quell’”avercela una come lei” sfuggito a Romano Prodi, parlando di ciò che manca ancora all’alternativa elettorale e politica al centrodestra condotto al governo da Giorgia Meloni, ha ispirato a Francesco Verderami, sul Corriere della Sera, un altro dei suoi retroscena.
“In assenza di un centro (politico) di gravità, nel Pd c‘è chi spera- ha scritto Verderami ricorrendo al solito virgolettato anonimo- che il Professore “rompa gli indugi e fondi un nuovo Asinello”, come ai tempi dell’Ulivo e di Arturo Parisi, nel 1999.
C’è anche “chi manda messaggi a Forza Italia -ha continuato a raccon tare o immaginare Verderami- perché “se affossasse la riforma della legge elettorale potrebbe avere dopo le elezioni la presidenza del Consiglio con i nostri voti”, e ricambiare magari mandando dopo due anni al Quirinale un altro presidente d’area di sinistra. Ma c’è anche “chi confida in una “svolta moderata della premier che ci consentirebbe di abbandonare le posizioni radicali”, che fanno uscire continuamente dal Pd riformisti delusi, come l’ultima o penultima Pina Picierno.
“Ora è chiaro -ha concluso Verderami tra fantasia e realtà- il motivo per cui per Prodi servirebbe “una come lei”, la Meloni, “che poi è un modo elegante per dire che ci vorrebbe uno come lui’, che peraltro a 87 anni da compiere in agosto va, anzi corre in bicicletta, in pianura e in montagna. “Ma non c’è”, teme lo stesso Verderami, consapevole che una bicicletta non basta.
Sconsolata è pure “l’analisi” affidata alla Stampa dall’ex di tante cose Marco Follini, questa volta in prima pagina e senza il ricorso un po’ riduttivo al solito “Caro direttore”. In particolare, Follini ha scritto che ”due mesi dopo viene da osservare che la vittoria conseguita nel referendum” -quello sulla, anzi contro la riforma costituzionale della magistratura- “non ha aiutato il centrosinistra a definire il suo profilo. Ne è scaturita una quasi certezza di vittoria che finisce per sommarsi all’antica abitudine di considerarsi depositari di una sorta di supremazia”. Tanta presunzione, cioè, quanta inadeguatezza.
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