Sergio Staino, ispirato dal suo Gesù, è approdato ad Avvenire

Non so francamente se ammirare di più il simpatico e vecchio Sergio Staino perché si è offerto o Avvenire, il giornale dei vescovi italiani, perché lo ha accettato come collaboratore per una striscia domenicale di vignette su Gesù. Per il quale il famoso fumettista, ultimo direttore dell’Unità purtroppo scomparsa dalle edicole, ha conservato la curiosità e l’ammirazione di quando frequentava l’oratorio. Dove la mamma molto credente lo aveva mandato da piccolo sperando, ma inutilmente, che fosse preso anche dalla fede, oltre che dai due sentimenti laici già ricordati.

Staino è convinto che “il giornalismo cristiano abbia uno sguardo aperto sulla realtà”, col sottinteso -penso- che sia anche più aperto di certo giornalismo laico e supponente.  Ma soprattutto egli ritiene che Gesù sia stato “il primo dei socialisti” perché “il primo a combattere per i poveri”.

Noto la sottigliezza, quasi da credente inconsapevole, di quei “socialisti”, fermandosi lì, senza avventurarsi a parlare dei comunisti: lui poi, Staino, che è stato a lungo un comunista convinto: tanto da cadere, come ha confessato in una intervista di presentazione al giornale cattolico, nella tentazione usuale dei suoi compagni di scambiare i socialisti per traditori, o quasi, sino combattere Bettino Craxi negli anni di Enrico Berlinguer con la stessa testardaggine dello storico segretario del Pci. Ma quello spettacolo ignobile delle monetine, per non parlare d’altro, lanciate in piazza contro il segretario socialista, la sera del giorno in cui, nel 1993, le Camere avevano osato proteggerlo a scrutinio segreto da alcune delle richieste della magistratura di processarlo, fece rinsavire Staino. E lo riportò alle belle parole di Gesù contro i maniaci della lapidazione.

Sembra insomma di capire che Staino si trovi ora meglio sulla soglia di una Chiesa, o in oratorio, che in una sezione di qualcuno dei partiti che affollano la sinistra contendendosene la genuinità, o in qualcuna delle redazioni dei giornali dove ci si alza la mattina -ha raccontato- chiedendosi solo chi sia il nemico di giornata da combattere. E dove, pensando di onorare ancora la sinistra, si è ormai scambiato -ha detto- “il sol dell’avvenire con la forca”: avvenire, naturalmente, con la minuscola, perché la maiuscola Staino l’ha trovata nella testata cattolica alla quale si è offerto.

Su Avvenire credo sinceramente che il nuovo collaboratore onorerà Gesù, con le sue vignette domenicali, più di tanti preti che di domenica, appunto, non riescono più a intrattenere i fedeli con la spontaneità, l’immediatezza e l’efficacia che meriterebbe quel “bellissimo personaggio storico”, come lo definisce il vignettista. La striscia Hellò Jesus di Staino potrebbe forse aiutare certi sacerdoti a migliorare le loro omelìe. E pazienza se il fumettista non si è ancora dimesso da presidente addirittura dell’”Unione degli atei e agnostici razionalisti”. Che farebbero comunque bene a cercarsi un altro presidente.

 

 

 

Ripreso da http://www.formiche.net col titolo: Sergio Staino dall’Unità ad Avvenire

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