L’elogio zoppicante dell’obesità di Giuliano Ferrara

Sarà pure interessata, in pieno e sfacciato conflitto d’interessi, si sarebbe detto ai tempi dell’amico Silvio Berlusconi a Palazzo Chigi, ma bisogna togliersi a prima vista il cappello davanti all’elogio dell’obesità fatta sul suo Foglio da Giuliano Ferrara con l’abituale firma dell’elefantino. Che avrà pure il diminutivo, ma resta pur sempre un elefante, che fa vibrare le bilance.

         Al governatore pugliese Vincenzo De Luca, che di solito piace al fondatore del Foglio ma si è lasciato scappare di recente della “chiattona” ad una esponente grillina del Consiglio regionale della Campania, Giuliano Ferrara ha giustamente ricordato l’obesità non solo di Churchill ma anche di Buddha.

         Persino Napoleone, seppure non citato da Giulianone, ad un certo punto dovette rassegnarsi ad una certa pinguedine.

         “Fortuna, intelligenza, talento non stanno nel punto vita, ma nel giro di testa e per i sentimentali nel cuore”, ha scritto Ferrara. Il quale si è avventurato a testimoniare che “essere bene in carne è attributo quasi divino”. E che “i grassi spesso ne hanno capito una più degli altri”. Come non dargli ragione, anche se qualcuno dei suoi consigli non ha forse aiutato molto Berlusconi quando gli faceva da ministro per i rapporti col Parlamento, nell’ormai lontano 1994? Allora non sarebbe stato forse sbagliato un consiglio di Ferrara al suo presidente del Consiglio a dimettersi piuttosto che rinunciare alla conversone in legge di un decreto che aveva limitato il ricorso alle manette nella fase delle indagini preliminari. Con quella rinuncia, reclamata minacciosamente dai pubblici ministeri di Milano e condivisa dai leghisti, l’allora Cavaliere del Lavoro dimostrò una vulnerabilità che, a mio modestissimo avviso, lo avrebbe danneggiato negli anni successivi, pur riuscendo lui a cadere e a rialzarsi più volte nelle elezioni.

         Alla nobile e un pò castale difesa dei chiattoni da parte di Giulianone è tuttavia mancato qualcosa. Anche lui in fondo ha pagato un prezzo al compromesso. Per non smentire forse la sua puntuale e non immotivata polemica con i grillini, il simpatico chiattone del Foglio non ha ritenuto di citare una sola volta, con nome e cognome, la grillina incorsa nell’insulto di quel maleducato del governatore campano. Così, volente o nolente, egli ha finito per dimezzare la sua solidarietà di obeso.

         All’omissione di Giulianone rimedio, nel mio piccolo, scrivendo che la malcapitata grillina si chiama Valeria Ciarambino, capogruppo del Movimento 5 stelle nel Consiglio regionale della Campania.

                                           

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: