Di solito nulla è casuale nelle scelte, sfide, esibizioni di un dittatore come Putin al Cremlino. Che come Alberto Sordi nel famoso film di Monicelli è un marchese del Grillo che ha gridato al G7 on Francia, ciò che resta ancora dell’Occidente: “Io so io e voi non siete un cazzo”. Lo ha gridato inserendo nel bottino delle rovine e nel bollettino delle vittime in Ucraina la Cattedrale ortodossa, della Dormizione, a Kiev. Che sta agli ucraini come la Basilica di San Pietro a noi. Neppure Hitler arrivò a tanto nella sua lucida follia del Novecento.
Putin ha potuto permettersi questo, e -temo- anche quello che seguirà, per lo spazio lasciatogli dal presidente americano Donal Trump, un altro marchese del Grillo d’oltre Atlantico. Di cui rimarrà di storico solo la sostanziale resa all’Iran, oltre che a Putin, dopo averne minacciato il ritorno all’età della pietra.
Brutti tempi per noi ancora occidentali. Non ci resta che consolarci con un altro, anzi l’altro americano che è Papa Leone XIV, Robert Francis Prevost all’anagrafe di Chicago.
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