Dal Corriere della Sera al Corriere dello spirito, con la minuscola

            Al netto, molto al netto, della comprensione o tolleranza che spetta alla satira, e degli elogi che merita Giannelli per l’efficacia con la quale sa rappresentare con la matita in pochi tratti e in poche battute dei suoi personaggi situazioni e questioni su cui gli editorialisti fanno abuso di spazio, il Corriere della Sera questa volta è riuscito a scavalcare nella corsa all’antipolitica l’ex e il nuovo blog di Beppe Grillo. E anche  Il Fatto Quotidiano di Marco Travaglio.

            E’ uno schiaffo alla politica quell’inconfondibile sagoma di Adriano Galliani, destinato al Senato con le elezioni del 4 marzo, che già si propone al suo amico e datore di lavoro e di ricchezza, con l’esperienza a lungo maturata al vertice amministrativo del Milan ancora di un rossonero autentico, e non giallo-cinese, per le campagne acquisti di Forza Italia nel nuovo Parlamento.

            E’ uno schiaffo alla politica, con la minuscola, perché la maiuscola l’ha tolta Silvio Berlusconi in persona dicendo alla televisione qualche giorno fa che “i professionisti della politica” gli fanno letteralmente “schifo”. Come se anche lui, con 24 anni di politica sulle spalle, per non parlare di quelli trascorsi prima a sostenerla o combatterla attivamente secondo i protagonisti di turno, non fosse ormai diventato un professionista di quell’attività. A meno che l’ex presidente del Consiglio non si consideri e non voglia essere considerato un dilettante, che è il contrario del professionista. E viene voglia di dire che il suo dilettantismo ogni tanto si vede e si sente, come quando pretende che gli elettori davvero credano che il suo nuovo centrodestra sia compatto e affidabile, con tutte quelle stecche che si levano dal coro che lui cerca di dirigere col solito ottimismo.

            Questa corsa allo sberleffo, da qualunque parta provenga, è destinata a non produrre nulla di buono. Ha già fatto danni nella cosiddetta seconda Repubblica cominciata con la “gioiosa macchina da guerra” –ve la ricordate ?- allestita dall’allora segretario del Pds-ex Pci di Achille Occhetto e rottamata dal grido da stadio di Forza Italia improvvisato da Berlusconi. Poi arrivò la mortadella di Prodi, affettata dal suo amico e alleato Massimo D’Alema nel 1998, dieci anni prima di quella consumata nell’aula di Senato dai parlamentari di destra che salutarono la  seconda e definitiva caduta del professore emiliano.

            Infine sono arrivati i vaffa….del comico più celebre ormai d’Italia prestatosi alla politica.  Dopo avere abbattuto il bipolarismo egli si è talmente impressionato della confusione che è riuscito a moltiplicare da essersi un po’ defilato per assistere, non ho ancora ben capito se più compiaciuto o più spaventato, a quello che riusciranno a fare da soli i suoi ragazzi.

            Intanto godiamoci il Corriere della Sera in versione Corriere dello spirito, con la minuscola pure lui, come la politica rappresentata dal suo vignettista.  

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: