Le ultime di Beppe Grillo dallo spazio infinito…

            Noi, poveri terrestri, e italiani, siamo stati chiamati ad eleggere il 4 marzo le nuove Camere scommettendo sulla capacità, pur assai improbabile, che esse possano poi esprimere un governo capace di sopravvivere al giuramento. Lui, Beppe Grillo, il comico che è già riuscito a terremotare la politica tricolore con un movimento ancora più sorprendente di quello creato 24 anni fa da Silvio Berlusconi tra le macerie della cosiddetta prima Repubblica, ride invece di queste elezioni. Ed anche degli amici che vi partecipano baldanzosamente, perché si è proposto di eleggere prima o poi non un Parlamento, troppo banale  per i suoi gusti in questo sciagurato paese, ma “un altro popolo”. Sì, avete capito bene: un altro popolo. Noi tutti insieme, compresi quelli che lui ha forgiato in questi ultimi anni con le sue risate, le sue parolacce, le sue invettive non gli stiamo più bene.

            Beppe Grillo, come ciascuno può verificare collegandosi gratis col  suo nuovo blog e gustandosi i suoi due monologhi, uno registrato a casa, accanto alla scultura di un cervello, e l’altro su una spiaggia di Barcellona, è stanco di esprimere e raccogliere “opinioni”. Egli reclama e si propone di raccogliere e produrre “fatti”, non so francamente se da confondere o no col plurale del Fatto Quotidiano diretto da Marco Travaglio, che ad occhio e croce dovrebbe piacere un sacco al tuttora garante del movimento da cui pure il barbuto ha voluto prendere le distanze, spingendolo a “camminare da solo”. Così ha detto chi ne ha impugnato il volante con la patente rilasciatagli con la garanzia di Grillo: il candidato a Palazzo Chigi Luigi Di Maio. Che si spera sappia guidare la macchina meglio del suo garante, appunto,  visti i trascorsi penali del comico, condannato in via definitiva per plurimo omicidio colposo compiuto a suo tempo su una strada di montagna.

            Dev’essersi rivolto anche a Di Maio e a tutti gli altri uomini e donne delle 5 stelle il Grillo di nuova versione che ha gridato: “Non posso essere il vostro referente per il vostro futuro. Createvelo, il vostro futuro”. La cui regola principale dev’essere quella di fare, più che di pensare prima di fare, perché  l’errore è nell’ordine non sgradevole ma pregevole delle cose.

            Vantatosi per sè e per gli altri di essere “incompetente nel mondo degli altri”, Grillo ha infatti gridato che “il coraggio è lo sbaglio”.

            E pensare, signori, al netto dei paradossi cui un uomo di spettacolo ha certamente diritto, che non decine o centinaia di migliaia, ma milioni di elettori si sono raccolti attorno a questo signore. E continueranno a raccogliersi –secondo sondaggi purtroppo verosimili- il 4 marzo, anche se lui nel frattempo si è allontanato ancora di più dalla terra con le sue cinque stelle scaricando nel vuoto candidati, elettori e quant’altri.        

Blog su WordPress.com.

Su ↑