Lucia Annunziata fa il miracolo televisivo del centrodestra unito

             Il centrodestra ha trovato la sua Madonna, intesa come la donna del miracolo. E’ Lucia Annunziata. Che su Rai 3 nella sua “mezz’ora e più” di trasmissione televisiva del pomeriggio domenicale ha collegato fra loro Silvio Berlusconi e Matteo Salvini per qualche minuto  facendoli parlare per la prima volta, in questa campagna elettorale, da alleati e non da avversari. E neppure da concorrenti esasperati, alla ricerca di un primato elettorale da spendere poi nel diritto di designare al capo dello Stato la persona alla quale affidare un pur improbabile incarico di presidente del Consiglio. Improbabile, perché tale è appunto l’ipotesi di un centrodestra che, per quanto in testa nei sondaggi a livello di coalizioni, riesca a conquistare la maggioranza assoluta dei seggi parlamentari. O vi si avvicini a tal punto da poter sperare di attrarre dalla propria parte durante le trattative per la formazione del governo pezzetti di altri schieramenti.

            I due –Berlusconi e Salvini- si sono finalmente scambiati parole di comprensione e di ottimismo, anche sportivo come tifosi del Milan, spingendo il direttore del Giornale a sparare su tutta la prima pagina la notizia, forse un po’ esagerata, di un “nuovo patto in diretta tv”, non potendo parlare di riappacificazione per avere sempre minimizzato le polemiche all’interno del centrodestra.

            Ha fatto un po’ da eco al Giornale della famiglia Berlusconi il quotidiano Libero con una intervista di copertina a Licia Ronzulli, l’ex infermiera ed europarlamentare di Forza Italia più collegata con la Lega, che da qualche tempo accompagna più di frequente nell’attività politica l’ex presidente del Consiglio. La giovane ha garantito sulla lealtà di Salvini da una parte e sulla “incompatibilità”, dall’altra, fra Berlusconi e Matteo Renzi, per cui il segretario leghista non avrebbe da temere accordi fra loro, e contro di lui, dopo le elezioni.

            A questa rappresentazione della ritrovata armonia nel centrodestra non hanno creduto nella redazione del Fatto Quotidiano, dove hanno preferito titolare, addirittura sopra la testata, sul merito riconosciuto da Berlusconi a Renzi di avere “cacciato” o lasciato scappare dal Pd a gambe levate “i comunisti”, o i più famosi e agguerriti di loro. Che sarebbero Pier Luigi Bersani e Massimo D’Alema, in ordine rigorosamente alfabetico, accasatisi per ora fra i Liberi e Uguali del presidente uscente e perciò terminale del Senato, Pietro Grasso.

            Può darsi che al Fatto Quotidiano di Marco Travaglio non abbiano torto questa volta a sospettare una perdurante attrazione fra Berlusconi e il “royal baby”, come l’esperto di berlusconismo Giuliano Ferrara ha da tempo battezzato il segretario del Pd, sino ad annunciare la decisione di votarlo il 4 marzo senza il timore di provocare una incolmabile delusione al sempre “amor nostro” di Arcore. Così viene ancora chiamato Berlusconi nella redazione del Foglio fondato dallo stesso Ferrara, e nei corsivi intimi di prima pagina e seguenti.

          Non resta a questo punto che aspettare il 5 marzo e giorni successivi per decidere se complimentarsi con Travaglio, una volta tanto, o dargli del matto.       

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