Lunga vita e protezione al procuratore Zuccaro

         E va bene. Prima o dopo poteva o doveva capitare di condividere qualcosa dei “portavoce” pentastellati, pur al netto dei loro toni esagitati e dei loro errori di geografia, di grammatica e di sintassi. Con la faccenda del procuratore di Catania Carmelo Zuccaro, e della sua denuncia del rischio concreto che ci siano organizzazioni non governative che lucrano sul traffico degli immigrati, facendo da sponda con le loro navi agli squali travestiti da uomini che in Libia mettono su gommoni fatiscenti centinaia e centinaia di disperati, derubati di tutto e mandati verso i soccorsi di volontari più o meno presunti in grado di portarli nei porti italiani, sono d’accordo con Luigi Di Maio e gli altri grillini. Che sono desiderosi di saperne di più e di aiutare in tutti i modi il magistrato coraggiosamente espostosi ai dubbi e al sarcasmo dei soliti buonisti. Ai quali basta una sigla ong per togliersi il cappello e fare i salamelecchi. Dimentichi, costoro, delle intercettazioni delle indagini sulla cosiddetta Mafia Capitale in cui si parlava di guadagni con gli immigrati uguali, se non superiori a quelli con la droga.

         Lunga vita quindi a Carmelo Zuccaro. A tutela del quale doveva essere lo stesso comitato di presidenza del Consiglio Superiore della Magistratura a disporre l’apertura di una “pratica”, non lasciandola chiedere soltanto al solito consigliere laico forzista già trattato con insofferenza per avere chiesto un’indagine sulle Procure di Napoli e di Roma in conflitto a loro insaputa -pensate un pò- nella gestione della polizia giudiziaria e, più in generale, nelle indagini sugli appalti miliardari, in euro, della Consip. Che è la centrale degli acquisti della pubblica amministrazione.

         Lunga vita non solo a Carmelo Zuccaro, ma anche ai responsabili dei servizi segreti stranieri, ma si spera anche italiani, che gli hanno fornito gli elementi per lanciare l’allarme sulle speculazioni di cui sono capaci dei lupi travestiti da agnelli. E ciò a dimostrazione dell’aforisma, attribuito a torto o a ragione a Karl Marx, delle buone intenzioni di cui sono lastricate le vie verso l’inferno: non quello dantesco, ma quello vero.

         Intanto non sarebbe male assicurare una scorta di protezione al procuratore di Catania, o rafforzare quella di cui dovesse già disporre.

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