In troppi corrono al centro ma mancano di un condottiero forte, convinto e astuto

Di fronte alla corsa al centro sotto le 5 stelle di Beppe Grillo, culminata in una gara fra Giuseppe Conte e Luigi Di Maio al corteggiamento dell’elettorato moderato, come ha detto il primo parlando in televisione con Lucia Annunziata, o del ceto medio di cui nessuno più si occuperebbe, come ha detto il secondo in una intervista alla Stampa, trovo pertinente lo scetticismo dell’amico Marco Follini. Che ha appena scritto omericamente sull’Espresso della “nostra Itaca” intesa come il mitico centro, appunto, inseguito da un “fitto pulviscolo di partiti e partitini, leader e semi leader” che “se ne considerano le vestali”. E che si mostrano tutti convinti della necessità di “fronteggiare la pressione delle estreme, magari facendo appello al buon senso di quella parte di elettorato che a tutt’oggi considera troppo avventurosa una sinistra che s’accompagna al populismo di marca grillina e altrettanto disdicevole una destra arroccata sulla trincea della diffidenza contro l’Europa, l’estabilishment, le regole, le buone maniere, i poteri forti e chi più ne ha più ne metta”.

L’isola Fernandea in un dipinto
Itaca

            Ma oltre all’isola, ammesso e non concesso che essa sia davvero Itaca e non piuttosto la Fernandea, emersa e sommersa in poco più di un anno nel Mediterraneo durante l’Ottocento, contesa fra inglesi, francesi e borboni siculi, ci vorrebbe Ulisse. Ci vorrebbe cioè “un leader capace -ha spiegato Follini- di tracciare una rotta, di prendersi tempo per percorrerla, di indugiare nel frattempo nelle tentazioni senza cedervi del tutto, di attraversare i pericoli con lucidità e scaltrezza, e soprattutto di mettere la propria astuzia al servizio di una causa mai priva di una punta di grandiosità. Tutte virtù- ha scritto ancora Follini- che tra centristi a denominazione di origine controllata e neo-centristi in arrivo dalle lande più lontane non sembrano così diffuse”.

            Per restare nella rappresentazione di questa attesa omerica di Ulisse, occorrerebbe auspicarne  -mi permetto di aggiungere- anche la voglia, la forza e lo stomaco di fare strage, una volta tornato a Itaca, dei cento e più “Proci”  miserabilmente affollatisi alla porta dell’elettorato vedovo della centralità democristiana e laica dei tempi migliori della Repubblica, ingrassatisi nella dissipazione dell’eredità, oltre che nella corte a Penelope.

            Follini -lo dico subito, e non solo per amicizia, ma per averne ben seguito l’attività politica svolta anche o soprattutto, per ragioni anagrafiche, nella cosiddetta seconda Repubblica- non è confondibile con i Proci. Egli è uno che ha sempre diffidato delle virtù taumaturgiche attribuite al bipolarismo. Lo ha sperimentato, cioè vissuto, sia sul versante del centrodestra, diventando vice presidente del Consiglio con Silvio Berlusconi in rappresentanza dell’Udc gestita con l’amico Pier Ferdinando Casini, per allontanarsene di fronte all’impossibilità personalmente avvertita di drizzare le gambe ad una coalizione troppo appesa ai condizionamenti della Lega di Umberto Bossi e della destra di Gianfranco Fini. E se ne andò anche dall’Udc fondando un piccolo partito dal significativo nome dell’Italia di mezzo: più di centro di così non poteva proporsi di essere e di definirsi.

            Quando, nella versione non più dell’Ulivo ma dell’Unione, Romano Prodi fece il suo secondo governo il senatore Follini gli accordò la fiducia. E partecipò poi anche alla fondazione del Pd. In cui non rimase un minuto di più quando lo vide tentato nel 2013, col segretario Pier Luigi Bersani, dall’idea di poter governare l’Italia con una combinazione ministeriale di “minoranza e combattimento” appesa agli umori e ai vaffanculo -scusate la parolaccia- del movimento di Beppe Grillo. Che, non disponendo ancora della maggioranza relativa in Parlamento e quindi tentato dal realismo trasformistico, o dal trasformismo realistico, sopraggiunto in questa legislatura, mirava solo alla demolizione dell’esistente.

            Dalla onesta uscita dal Pd Follini fa politica a modo suo, raccontandola e commentandola, tra saggi e articoli, con l’arguzia di un moderato vero, deluso, preoccupato e, direi, anche vaccinato dal rischio di scambiare ancora lucciole per lanterne. Il nostro comune e compianto amico Aldo Moro ne sarebbe stato contento, come quando lo aiutò a scalare il movimento giovanile della Dc.

Uno come Marco Follini sarebbe utile anche a Ulisse, se dovesse davvero spingersi sulle coste italiane fra uno sbarco e l’altro di immigrati sfuggiti alla vigilanza di Salvini. Di cui peraltro non so neppure se sarà davvero possibile fidarsi -si fa per dire- come cacciatore di clandestini, vista la trasformazione in corso della Lega, cominciata già prima ma accelerata dopo la partecipazione alla maggioranza e al governo pluri-emergenziale di Mario Draghi. Il quale -a proposito- sarebbe, a ben pensarci, un magnifico Ulisse redivivo se, compiuta la missione affidatagli da Sergio Mattarella, e condivisa da una larga maggioranza del Parlamento, pur tra mal di pancia ora di questa e ora di quella componente, dovesse o volesse lasciarsi tentare dalla politica. Dove altro, in fondo, potrebbe collocarsi uno come lui, con le sue esperienze, le sue frequentazioni, il suo prestigio, se non nell’Italia di mezzo sognata a suo tempo da Follini?  E risognata da me scrivendo questo articolo.

Una risposta a "In troppi corrono al centro ma mancano di un condottiero forte, convinto e astuto"

Add yours

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: