Soccorso della Farnesina al Viminale per le competenze su sicurezza e migranti

            A dispetto della sicurezza, e persino di una certa ostentazione di forza scappata al presidente del Consiglio Conte liquidando come “illusione ottica” l’impressione che lui fosse sovrastato dal vice presidente leghista Matteo Salvini, il Corriere della Sera attribuisce abbastanza vistosamente Corriere.jpgin prima pagina timori di crisi a Palazzo Chigi. Dove le preoccupazioni sarebbero state create, in particolare, dall’arrivo del testo di un decreto legge predisposto proprio da Salvini per una ulteriore stretta sul terreno della sicurezza e della gestione dei migranti, comprensiva dell’accorpamento al Viminale delle competenze oggi distribuite fra vari Ministeri. I cui titolari spesso si beccano fra di loro, specie in campagna elettorale, come avviene adesso, a due settimane dal rinnovo del Parlamento europeo, del Consiglio regionale piemontese e di numerose amministrazioni comunali.

            Fra i grillini il più diffuso giornale italiano ha raccolto il sospetto che Salvini, costretto a ingoiare il rospo della rimozione del sottosegretario leghista Armando Siri indagato per corruzione, e allarmato dai sei punti di perdita nei sondaggi attribuitigli da un istituto di ricerca su commissioneMurale a Milano.jpg dello stesso Corriere della Sera, voglia mettere all’angolo il movimento delle 5 stelle, sino a provocare una crisi, sul terreno a lui più favorevole per la percezione che ne ha l’elettorato: quello appunto della sicurezza e del contenimento dell’’immigrazione in vista del ritorno, per quanto in ritardo, del bel tempo e della migliore navigabilità nel Mediterraneo.

            Sarebbe stato addirittura allertato il Quirinale dal vice presidente leghista del Consiglio, Luigi Di Maio, nella speranza che sia lo stesso capo dello Stato a frenare il percorso del provvedimento predisposto al Viminale, supportando così i rinvii della convocazione del Consiglio dei Ministri cui potrebbe provvedere direttamente Conte.

            Se così stessero davvero le cose, e penso che almeno in parte così stiano, al netto delle solite esasperazioni da propaganda elettorale, meriterebbe particolare rilievo una intervista ai giornali del gruppo Caltagirone nella quale il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi, non quindi un diplomatico qualsiasi, ha tenuto a condividere l’iniziativa di Salvini, precisando di avere già risposto in questo senso ad una lettera appena scrittagli dal ministro dell’Interno.

            In particolare, il titolare della Farnesina riconosce al Viminale una “competenza primaria” su sicurezza e immigrazione e ritiene utile che se ne discuta in Consiglio dei Ministri per chiarire la situazione creatasi per “l’intersecazione”, come lui la chiama, delle prerogative oggi Moavero dixit.jpgappartenenti anche alla Presidenza del Consiglio e ai Ministeri degli Esteri, della Difesa e delle Infrastrutture. Ma si potrebbe arrivare anche al Ministero dell’Economia, stando al ragionamento fatto da Salvini nella lettera per chiedere un “salto di qualità” nell’azione di governo per il contenimento e la prevenzione dell’immigrazione. Non si tratta di scippare niente a nessuno, in materia di competenze, perché -ha osservato il titolare della Farnesina- a discutere e a decidere sarebbe comunque collegialmente il Consiglio dei Ministri.

            Eugenio Scalfari, che alla sua bella età continua a seguire e commentare i fatti della politica ogni domenica per i lettori della sua Repubblica, peraltro Fattio.jpgalla vigilia di un’altra rivoluzione grafica, ha generosamente paragonato il conflitto ormai permanente fra i due vice presidenti del Consiglio ad uno spartito musicale nel quale Salvini suona al pianoforte e Di Maio al violino. Beh, il pianoforte questa volta si è fatto sentire più del violino, anche se al Fatto Quotidiano di Marco Travaglio il ministro dell’Interno preferiscono associarlo nella vignetta di prima pagina all’immagine e al suono del trombone.

 

 

 

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