Altissima tensione istituzionale dopo il veto di Mattarella a Savona e la rinuncia di Conte

            Il presidente della Repubblica ha impresso alla crisi uno sviluppo drammatico. Egli ha rifiutato la nomina dell’economista Paolo Savona a ministro dell’Economia, propostagli dal presidente incaricato Giuseppe Conte, che ha pertanto rimesso il mandato di formare il governo.

            Nel motivare con pubbliche dichiarazioni nella loggia delle Vetrate, al Quirinale, il no al professore Savona il capo dello Stato non lo ha neppure nominato. E tanto meno ha ritenuto di prendere in considerazione un comunicato precedentemente emesso dall’interessato per precisare la sua posizione, lamentando le “scomposte polemiche” sviluppatesi sulle sue posizioni in tema di gestione dell’Unione Europea e della moneta unica. Una dichiarazione, quella di Savona, già ministro del governo di Carlo Azeglio Ciampi, conclusasi con l’impegno per “un’Europa più forte ma anche più equa”.

            A far salire la tensione politica e istituzionale ha contribuito anche la decisione presa da Mattarella di convocare e ricevere, prima del presidente incaricato,  i leader dei due partiti della ormai ex costituenda maggioranza: nell’ordine di salita al Quirinale, il segretario leghista Matteo Salvini e il capo del movimento 5 stelle Luigi Di Maio. I quali hanno poi commentato molto duramente l’epilogo negativo del tentativo del professore Conte, da essi designato, di risolvere la crisi.

            Il presidente della Repubblica ha annunciato una iniziativa su cui provocare un dibattito in Parlamento, prima di valutare l’opportunità di sciogliere le Camere per un ricorso anticipato alle urne. Iniziativa riconducibile al proposito già enunciato dal capo dello Stato di nominare un governo “neutrale” per una tregua o per la gestione, appunto, delle elezioni anticipate, in caso di mancata fiducia parlamentare. Una convocazione in questo senso è già stata annunciata al Quirinale: quella dell’economista Carlo Cottarelli, già impegnatosi per incarico di altri esecutivi sul tema della riduzione delle spese pubbliche.

            Nel frattempo sono state preannunciate prima dalla destra di Giorgia Meloni e poi dal movimento grillino iniziative parlamentari contro il presidente della Repubblica per incolparlo di alto tradimento davanti alla Corte Costituzionale.

            Se tali iniziative dovessero davvero avviarsi, il presidente della Repubblica potrebbe trovarsi nell’assai anomala condizione di dovere interrompere anche un procedimento contro di lui sciogliendo anticipatamente le Camere. E di diventare poi una specie di convitato di pietra della campagna elettorale.

 

 

 

Ripreso da http://www.startmag.it

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: