Il capitano indagato spiazza Voodcock

         A evidenziare il conflitto fra le Procure di Napoli e di Roma, da entrambe negato assurdamente a parole, nella conduzione delle indagini sulla Consip ha provveduto lo stesso capitano del nucleo ecologico dei Carabinieri, Gianpaolo Scafarto, accusato dai magistrati romani di avere manipolato l’intercettazione di un dialogo fra l’imprenditore napoletano Alfredo Romeo e il suo consulente ed ex deputato Italo Bocchino. E di avere inoltre confermato in una informativa il sospetto di essere stato pedinato da un agente dei servizi segreti anche dopo che due militari glielo avevano escluso identificando il curioso che l’osservava mentre cercava fra i raccoglitori delle immondizie carte di Romeo provenienti dal suo ufficio romano.

         Il capitano, assegnato con altri colleghi del reparto alla Procura di Napoli, ha rinunciato a svolgere l’attività di polizia giudiziaria presso gli uffici partenopei per ragioni di comprensibile opportunità. E per potersi difendere meglio a Roma dagli addebiti mossigli dai pubblici ministeri che si occupano di lui. E che da più di un mese hanno smesso di servirsi del suo reparto, preferendo farsi aiutare da un altro della stessa Arma, avendo ravvisato troppe fughe di notizie.

         Ciò significa che, se non avesse rinunciato di sua spontanea volontà, il capitano avrebbe potuto continuare ad essere adoperato da Voodcock e colleghi della Procura di Napoli. Dove d’altronde è stata stata confermata la fiducia nel nucleo ecologico dei Carabinieri anche dopo le valutazioni negative espresse dalla Procura di Roma e la conseguente sostituzione nel troncone dell’inchiesta ad essa pervenuta .

         Se non è una situazione di conflitto questa, è difficile definirla diversamente. Non a caso, del resto, pur rifiutandosi di seguire i tempi rapidi reclamati dal consigliere forzista Pierantonio Zanettin, che ha per questo protestato, il vice presidente Legnini ha assicurato che martedì’ prossimo il comitato di presidenza del Consiglio Superiore della Magistratura Legnini affronterà l’esame dei fatti “molto gravi” emersi dalla vicenda giudiziaria della Consip.

         Ma al Consiglio Superiore c’è anche da accelerare la pratica della nomina del nuovo capo della Procura di Napoli, che da fine febbraio dispone solo di un reggente. Fra i candidati, c’è Giovanni Melillo. sino a poche settimane fa capo di Gabinetto del ministro della Giustizia

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