E’ noto ormai il livello al quale sono arrivate le opposizioni, che reclamano rapporti del governo al Parlamento e relative discussioni su tutto ciò che di male o di imprevisto accade nel mondo. E le induce a sospettare lo zampino personale della premier Giorgia Meloni o di qualcuno fra i suoi ministri e sottosegretari, se non tutti insieme per rappresentarli come un’associazione a delinquere. Bisognerebbe pertanto meravigliarsi dell’assenza di iniziative parlamentari, almeno sino al momento in cui scrivo, per la tragedia dei cinque turisti italiani morti nella profondità delle acque alle Maldive. Una profondità non sfuggita alla pur lontana Procura della Repubblica di Roma, dove hanno aperto il solito fascicolo d’indagine, per la sua superiorità enorme quasi doppia, a quella massima consentita dalle leggi locali.
Il più esposto al paradossale rischio di responsabilità nella compagine governativa italiana è forse il ministro degli Esteri, e vice presidente del Consiglio, Antonio Tajani. Che è già incorso in polemiche e sarcasmi per il tempo che si lascia sottrarre nelle sue attività di governo, e di tutela degli italiani anche oltre i confini nazionali, dalla famiglia Berlusconi, a cominciare da Marina, la figlia del fondatore scomparso, nella gestione del partito che si chiama ancora Forza Italia. O è tornato a chiamarsi così, come alle origini, dopo la parentesi, pausa, distrazione ed altro del Pdl, acronimo del partito delle libertà, in un plurale peraltro controverso nelle cronache e nei retroscena giornalistici.
Il sogno di queste opposizioni ancora esaltate dalla vittoria insperata nel referendum contro la riforma costituzionale della magistratura, è di vedere affogare nelle acque delle Maldive anche il governo dell’odiatissima Meloni, prima che trovi, o ritrovi, il tempo di essere confermato dalle elezioni politiche dell’anno prossimo. E di trovare, magari, per la sua maggioranza anche i numeri per condizionare, due anni dopo, la successione al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il più longevo dei suoi predevessori.
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