Prove di ammutinamento contro Putin almeno dallo spazio

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Nell’attesa necessariamente incerta di certe cose come la “congiura contro Putin” annunciata dal Giornale con notizie provenienti dai servizi segreti ucraini, secondo i quali “oligarchi e militari guidai dal direttore degli ex Kgb hanno un piano per eliminare” il capo del Cremlino indisposto a rinunciare alla guerra contro i vicini di casa, accontentiamoci di quel poco di certo che è arrivato, sempre tramite Il Giornale, dalle cronache spaziali. Che sempre hanno qualcosa di più affine con le cronache militari, nono foss’altro per le persone e per i servizi più o meno di di sicurezza che vi sono interessati o coinvolti. 

Gia felicemente controtendenza di sé rispetto alla scelte di Putin in terra, con quella guerra all’Ucraina che grida vendetta ogni giorno di più e non a caso procede con crescenti difficoltà per chi l’ha ordinata scambiandola per un’operazione tanto speciale quanto rapida, la notizia della prosecuzione della missione spaziale internazionale nella quale la Russia è impegnata da più di vent’anni con americani, canadesi, europei e giapponesi si è rivelata ancora più clamorosamente scomoda per il capo del Cremlino. Il quale ha dovuto subire un sostanziale ammutinamento dei suoi astronauti, sbarcati dalla capsula Soyuz nella stazione spaziale con tute di colore diverso rispetto alla partenza: in particolare giallo, il colore nel quale oggi tutto il mondo identifica la vasta ma povera Ucraina invasa e bombardata dai mezzi, delle truppe e dai mercenari di Putin. 

La partenza dell’equipaggio russo spedito sulla stazione spaziale internazionale

Le immagini con consentono dubbi sull’operazione stavolta non speciale ma specialissima subita dal sempre meno solido capo del Cremlino. Bianche risultavano in tutta evidenza le tute indossate alla partenza dalla base di lancio della Soyuz dei tre astronauti russi selezionati ad avvicendare l’equipaggio della stazione spaziale sostituendo, in particolare, un’americana e due loro connazionali. Era la prima volta peraltro che i russi partivano in tre, totalizzando il nuovo equipaggio, tutti provenienti da una sola università, la Cauman, che ha il giallo nel suo logo, hanno cercato di minimizzare o spiegare i burocorati dell’agenzia spaziale con un “una giustificazione scricchiolante”, come l’ha definita a dir poco Roberto Benizzi, appunto sul Giornale.

Il primo astronauto immersnella babina d’arrivoosi

          Dall’immagine del primo dei nuovi astronauti russi immersosi nella cabina della stazione spaziale internazionale risultava in tutta la festosa evidenza il giallo della sua tuta, evidentemente cambiata durante il viaggio di circa tre.

La nuova squadra russa al completo col resto dell’equipaggio

        Quando è infine arrivata l’immagine del trasbordo completato, con i tre nuovi ospiti mescolati agli altri otto, il giallo delle loro tute era quasi accecante, a tutti gli effetti, ed esibito. Mancava soltanto un cartello inneggiante all’Ucraina e alla sua eroica resistenza a quattrocento chilometri e più di distanza sulla lontanissima terra. Dove purtroppo, con un’assurdità pari alla demenza di un genere che chissà perché chiamiamo ancora umano, salvo il buon Luigi D Maio che ha cominciato di suo a dare a Putin dell’animale , ci si continua a fare del male, a ucciderci deliberatamente, mentre allestiamo e lavoriamo nello spazio laboratori sofisticati per cercare di renderci invece la vita più facile e più lunga. 

Santa, ripeto, e costosissima demenza, con tutto gli apparati militari che confezioniamo in alta uniforme, decoriamo e applaudiamo nelle rassegne, e con tutte le armi che costruiamo e ci vendiamo più o meno a vicenda per ammazzarci più rapidamente possibile. E per questa diabolica e cosiddetta umanità c’è ancora gente -pensate- capace di sognare, di studiare, di pregare e scrivere poesie.  

Ripreso da http://www.policymakermag.it

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