Brutte sorprese dai sondaggi per la Lega e capitan Matteo a 15 giorni dal voto

            Nell’ultimo giorno consentito per la pubblicazione dei sondaggi, e a quindici dalle elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo, del Consiglio regionale piemontese e di numerose amministrazioni comunali, il leader leghista Matteo Salvini, per quanto reduce, fra un comizio e l’altro, da una sosta di devozione Salvini e Padre Pio.jpgnella Pietrelcina di Padre Pio, si deve accontentare della pur generosa, una volta tanto, Repubblica . Che gli attribuisce in due mesi, con i numeri della Demos, una perdita di quasi due punti soltanto, facendolo scendere dal 34,4 al 32,2 per cento dei voti: sempre in fortissimo aumento -per carità- rispetto al 17 per cento delle elezioni politiche dell’anno scorso ma con una frenata che potrebbe impensierire lo stesso “il capitano”, perché le tendenze sono sempre tendenze. E potrebbe essere davvero arrivata per la Lega una inversione per le crescenti difficoltà procurate dalla convivenza al governo con i grillini. Che, sempre con i numeri raccolti dalla Demos per Repubblica, sono scesi solo dal 23,2 al 22,6 per cento delle intenzioni di voto, rimanendo molto distanti, per carità, dal 32 per cento delle elezioni politiche dell’anno scorso ma con la speranza di avere quanto meno frenato la caduta.

            Il Corriere della Sera tuttavia ha altri dati, forniti dall’Ipsos, che in un mese trascorso dalle ultime rivelazioni ha fatto scendere la Lega di ben sei punti, dal 36,9 al 30,9, e fatto salire i grillini dal 22,3 al 24,9 per cento, prima forse che il vice presidente del Consiglio Luigi Di Maio spiazzasse mezzo Il Fatto.jpgmovimento, a cominciare dalla sindaca di Roma Virginia Raggi, schierandosi di fatto con i rivoltosi di Casal Bruciato contro l’assegnazione di una casa popolare, con tanto di graduatoria certificata, ad una famiglia di rom. Cosa, questa, di Di Maio che gli ha procurato sulla prima pagina dell’insospettabile Fatto Quotidiano il travestimento da Alberto da Giussano, sul  Carroccio targato Matteo Salvini.

            I rapporti di forza tra i due partiti della maggioranza gialloverde rimangono comunque rovesciati rispetto all’inizio della loro avventura di governo. E i grillini debbono guardarsi le spalle dal Pd di Nicola Zingaretti, che -in crescita in entrambe le rilevazioni- ambisce a soffiare al Movimento delle 5 stelle  il secondo posto nella graduatoria elettorale. In particolare, l’Ipsos per il Corriere ha fatto passare il Pd dal 18,7 al 20,05 per cento e Demos, per Repubblica, dal 19 al 20,4 per cento.

            Due parole, infine, su Forza Italia, stabile poco sotto il 10 per cento secondo Demos, ma scesa ulteriormente dalll’8,7 al 7,8 per cento secondo l’Ipsos. E ciò prima ancora -temo per il partito del convalescente Berlusconi- di risentire degli effetti della tegola giudiziaria caduta sugli amministratori lombardi in maglia azzurra.

            In ogni caso, almeno per ora, il Cavaliere non rischia  il sorpasso anche ad opera di Giorgia Meloni, dopo quello effettuato da Salvini a una velocità da turbo.  

 

 

 

 

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