La blasfema Trinità del presidente americano Donald Trump

       Come al solito i vignettisti hanno saputo superare con la loro ironia gli editorialisti nella rappresentazione dei fatti. Stefano Rolli sul Secolo XIX ha tradotto l’attacco del presidente americano Donald Trump al Papa, americano peraltro come lui, nella domanda che una guardia svizzera pone ad un’altra guardia: “Fammi capire, abbiamo il nucleare?”. Come l’Iran bombardato da Trump, appunto.

       Non so francamente se ci sia sempre più metodo o meno nella follia amletica e nella blasfemia del presidente americano. Che già prima di essere rieletto alla Casa Bianca si era un po’ paragonato a Dio, vedendo poi nella sua protezione il segreto della vittoria presidenziale, E’ di ieri l’immagine esposta per qualche ora elettronicamente di lui come Gesù che guarisce o comunque benedice un infermo. Sempre di ieri è l’immagine metaforica dello Spirito Santo attribuitasi sempre dal presidente americano sostenendo, insinuamdo e quant’altro di avere fatto salire l’anno scorso l’allora cardinale e connazionale Prevost al vertice della Chiesa, dopo la morte del sudamericano Papa Francesco.

       E lui, Papa Leone XIV, ingrato e armato solo delle guardie svizzere, si permette di criticare le guerre di Trump e i suoi contorni. Lui, sempre Papa Leone XIV, “debole” e “pessimo in politica internazionale”. E’ seguito, dopo le reazioni negative levatesi un po’ da tutto il mondo, persino in Italia dalla premier Giorgia Meloni che ne appoggia la scalata al premio Nobel della pace, il rifiuto di scusarsi. Anzi, la conferma del suo attacco verbale. Che un Papa per niente intimidito, parlandone con i giornalisti, ha fatto ridurre sulla prima pagina del suo Osservatore romano, senza farlo peraltro nominare, a un richiamo di “cronaca” alle sue parole di risposta al presidente degli Stati Uniti: “Non sono un politico, parlo di Vangelo. Ai leader del mondo dico: basta guerre”. Parole, ripete, di Leone XIV, cui Trump ha contrapposto il fratello Luigi preferendolo. E magari conferendogli qualche onorificenza, salvo ritirargliela dopo qualche ultimatum, o penultimatum dei suoi per intervenuta indegnità.

       Di fronte a simili storie di ordinaria follia o blasfemia  di Trump gli americani meritano la solidarietà umana per averlo ancora come presidente.  

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