Il fotomontaggio galeotto del Fatto Quotidiano sulla crisi gialloverde

            Lo specchio della situazione politica italiana è in un fotomontaggio sulla prima pagina del Fatto Quotidiano, con due attori in primo piano -Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista- che litigano fra di loro sulle sorti del movimento delle cinque stelle, del governo gialloverde e personali, e un terzo attore -Matteo Salvini- alle spalle che mostra un po’ di aizzarli e un po’ di godere aspettando di coglierne i frutti. Il titolo sovrapposto al fotomontaggio è, diciamo così, adeguato e attendibile, data la conoscenza particolare che Il Fatto Quotidiano titolo Fatto.jpgha delle vicende sotto le cinque stelle grilline: una conoscenza che lo spinge spesso a dare consigli a dirigenti, militanti e quant’altri, inascoltati molte volte ma sempre sufficienti ad aumentare lo scompiglio, o la dialettica, come preferiscono dire i raffinati. “Dibba, Di Maio “incazzato” (e provocato da Salvini &C”, dice il titolo del giornale di Marco Travaglio sovrapposto al fotomontaggio.

             Dibba, cioè Di Battista, ha fatto perdere il controllo dei nervi al pur amico, fratello, cugino e quant’altro Di Maio col suo ultimo libro, stampato e distribuito praticamente dallo stesso Fatto Quotidiano, in cui si declassa ad esperienza “bucrocratica” quella ministeriale dei grillini e si invoca il ritorno alle mitiche e smarrite origini, che qualcuno del resto ha già rinunciato a recuperare e a servire all’interno del movimento, decidendo di uscirne perché “la separazione è migliore” della Paola Nugnes.jpgconvivenza alla maniera dei “Roses”. Lo ha appena detto la senatrice  partenopea Paola Nugnes, fichiana nel senso di estimatrice del presidente grillino della Camera Rooberto Fico, passando al gruppo misto di Palazzo Madama e cercando di non pagare, peraltro, la penale di centomila euro che per contratto i parlamentari a cinque stelle si impegnano a versare in questi casi.

            C’è movimento insomma nel movimento, trasformatosi da solo, per spontanea evoluzione, in quella “Gabbia” già realizzata e condotta in televisione dall’ex leghista e ora parlamentare grillino Gian Luigi Paragone. Che, in attesa di assumere la presidenza della commissione d’inchiesta sulle banche, si è lasciato fotografare alla guida della moto, credo, di Di Battista, con Paragone.jpgcui la sintonia è piena. Ed è forse proprio la gabbia, più che un armadio, o un tavolo, o una scrivania, o una cassa, la cosa che Dibba ha imparato a costruire meglio nel corso di falegname frequentato di recente nel Viterbese, dopo un tuffo infelice nella campagna elettorale per le regionali dell’anno scorso, quando il movimento cominciò la discesa conclusasi il 26 maggio di questo 2019 con la perdita di 15 punti nelle urne per le europee, rispetto ai 32 guadagnati un anno prima nel rinnovo delle Camere italiane.

            Una conferma dei guasti procurati o aggravati dal ritorno di Dibba sulla scena, proprio mentre il governo gialloverde è attraversato da una crisi su più fronti, compreso quello europeo, con una procedura d’infrazione per debito eccessivo in cantiere, è venuta da Catania, Dove il “guru” del movimento grillino, come viene chiamato più o meno impropriamente Davide Casaleggio alla guida della famosa “piattaforma Rousseau”, ha annullato all’ultimo momento un evento organizzato per promuovere l’ultima fatica letteraria “politicamente scorretta” di Alessandro Di Battista.

            E’ sintomatico che nel fotomontaggio galeotto del Fatto Quotidiano manchi del tutto la figura di Giuseppe Conte, che pure si muove, lavora, cerca di farsi sentire -capire è forse più difficile- e assicura davanti ad ogni microfono che trova a portata di bocca di  chiamarsi  ancora Conte, appunto,  e di essere “il presidente del Consiglio”, peraltro esplicitamente e ripetutamente apprezzato da Di Battista. Ma è un presidente del Consiglio che per non aggravare la situazione, diversamente dall’altro vice presidente Di Maio, che ha mostrato di non gradire ed ha protestato intanto contro i suoi troppi voli di Stato, ha finto di non accorgersi degli ultimi sconfinamenti del vice presidente leghista Matteo Salvini. Che ha convocato o annunciato convocazioni di imprenditori, sindacalisti e quant’altri nei suoi uffici di ministro dell’Interno, al Viminale.

            “Nella tempesta europea vaga la nave Italia senza rotta”, ha commentato con sconforto la situazione Repubblica.jpgEugenio Scalfari sulla sua Repubblica di carta parafrasando un po’ i versi danteschi, ma senza spingersi a lamentare esplicitamente l’assenza anche di un “nocchiero”, e non solo di una rotta. E ciò forse solo per non smentire l’enfatico titolo di apertura del giorno prima del suo giornale, che si era doluto del fatto che “sulle spalle di un suolo uomo”, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, fosse finito anche il compito del presidente del Consiglio.

 

 

 

Ripreso da http://www.policymakermag.it

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