Non per guastargli la festa, ma solo per lamentare l’abuso che ne ha fatto, mi pare disdicevole, a dir poco, quel “signor Mattarella” non credo sfuggito, ma dato in piena consapevolezza riduttiva al presidente della Repubblica da Jannik Sinner ricevendo dalle sue mani la coppa conquistata al Foro Italico prima di lui 50 anni fa dal campione italiano di tennis Adriano Panatta. Che lo ha abbracciato senza esserne respinto, per fortuna, o solo trattenuto.
Seguito alla diserzione di un’udienza al Quirinale perché fisicamente stanco di un’altra competizione affrontata, quello stitico “signor Mattarella” dato al Capo dello Stato mi sembra semplicemente e duramente un’offesa, peraltro immeritata dal titolare più longevo della carica di presidente della Repubblica e accessori. Far finta di niente e sorridere a quella che si vorrebbe considerare solo una gaffe inconsapevole lo considero un errore nei tempi che corrono di una distrazione o maleducazione di massa. Praticata del resto anche a livello internazionale, per esempio persino dal presidente americano Donald Trump parlando del connazionale Papa Leone XIV.