Le aberrazioni dell’antivaccinismo nella torrida estate di Lucifero

            No, pure Emilio Giannelli sul Corriere della Sera si è messo a sparare contro il lasciapassare -come preferisco chiamare il “green pass” generalmente adottato da giornali, radio e televisioni, facendone una rappresentazione grottesca nella vignetta di giornata. Nella quale l’avventore senza mascherina di un ristorante al chiuso viene perquisito dal personale, alla presenza di un carabiniere, e con le mani in alto dice: “Non vorrei ci fosse un equivoco! Io ho solo prenotato un tavolo!”.

            Lo so. La satira ha le sue regole, anzi le sue licenze ma lasciatemi dire lo stesso che il giornale più diffuso in Italia non può neppure per scherzo associarsi in tempi di perdurante pandemia alla grottesca demonizzazione di una misura che, per quanto pasticciata nella sua formulazione e gestione, può quanto meno indurre i riottosi a vaccinarsi, cioè a difendersi e a difendere tutti dal rischio del contagio.

            Di fronte alla realtà accertata di nove pazienti su dieci che finiscono in rianimazione non sono vaccinati stare ancora a dividersi sul lasciapassare è solo una follia. A me è appena capitato in un bar al chiuso di essere invitato da un dipendente a mostrare il mio pass. Non mi sono minimamente sentito nei panni dell’avventore del ristorante proposto da Giannelli ai lettori del Corriere. E anche se avessi avuto la sfortuna di imbattermi in un cameriere o cameriera sgarbata, me ne sarei fatta una ragione. D’altronde, quando si esce di casa, e forse anche prima di uscirne, può capitare di subire sgarbi, al plurale come Vittorio ma al minuscolo.

            L’antivaccinismo, chiamiamolo così, è luciferino, da Lucifero, che ci sta anche rovinando l’estate col troppo caldo. Potrei anche accettare di discuterne, come ci ha appena proposto La Stampa ospitando interventi anche di filosofi, saggisti e sapienti contrari o dubbiosi della vaccinazione, ma a condizione che non si abbia la pretesa di farmi sentire in colpa per la convinzione che continuo ad avere che i rischi di una vaccinazione siano sempre inferiori a quelli di una non vaccinazione. E poi, lasciatemi dire anche che trovo intollerabili le grida  in piazza contro i vaccini che si levano da persone visibilmente alterate: direi anche dallo stile di vita non proprio salutista. Che si fa violenze di ogni tipo -dalla droga in su e in giù- ma rifiuta quella presunta del vaccino e reclama il diritto di sputarmi addosso per strada, per esempio, il suo fumo o il suo sputo per diritto inalienabile a vivere come gli pare, e ad infettarmi senza neppure chiedermi scusa. Questa è, ripeto, follia. E non vi è intellettuale che possa farmi cambiare idea.

Ripreso da http://www.startmag.it e http://www.policymakermag.it

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