Addio a Rosilde Craxi, donna di forte temperamento e spietata franchezza

Sorella di Bettino e di Antonio e moglie di Paolo Pillitteri, è morta a Milano all’età di 77 anni Rosilde Craxi. “Ha finito di soffrire”, mi ha appena detto Paolo al telefonino cercando di consolarsi dopo avermi raccontate delle sofferenze procuratele dalla lunga malattia che l’ha ricongiunta ai fratelli.

Ma prima ancora e forse ancor più della malattia, aveva procurato sofferenze a Rosilde, donna pur forte di intelligenza e di temperamento, la tragedia abbattutasi sulla sua famiglia col ciclone giudiziario di Mani Pulite, come fu enfaticamente chiamata nel 1992 l’inchiesta della Procura di Milano sul finanziamento illegale della politica.

Di quella tragedia Rosilde attribuì la colpa  maggiore alla magistratura per la “durezza senza uguali” praticata soprattuto contro il fratello, per ripetere un’espressione adoperata dall’allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, fra le proteste dei soliti giustizialisti, in un messaggio alla vedova nel decimo anniversario della morte, ad Hammamet, di Bettino Craxi.

Ma con la franchezza che le era abituale, e che non risparmiava neppure il fratello, Rosilde diede la colpa di quella tragedia anche alle leggi incautamente approvate negli anni e mesi precedenti col concorso dei socialisti, nel governo e nella maggioranza. Fu proprio in quelle leggi, dettate dalle emergenze prima del terrorismo e poi della mafia, che i magistrati trovarono le pieghe, secondo Rosilde, fra le quali abusare delle loro funzioni.

La sorella di Bettino fu la prima, anche in famiglia, ad avvertire i venti dell’antipolitica, esplosi nel 1991 col referendum, sottovalutato dal fratello, contro le preferenze plurime consentite dalla legge elettorale della Camera. E, franca come sempre, si dolse dello spazio lasciato ai sentimenti dell’antipolitica anche dall’amico di famiglia Silvio Berlusconi. Disse in dialetto strettamente milanese “Ofelè fa el to mesté” – a ciascuno il proprio lavoro- quando parole e gesti dell’allora presidente della Fininvest si prestarono, a torto o a ragione, ad essere interpretati come disponibilità a candidarsi a sindaco di Milano, mentre Pillitteri era insidiato dalle polemiche sulla cosiddetta Duomo Connection.

Rosilde non poteva immaginare che Berlusconi fosse destinato a sostituire non il marito a Palazzo Marino, ma nel 1994 il fratello Bettino a Palazzo Chigi. Dove il leader socialista aveva contato di tornare nel 1992, dopo le elezioni politiche e l’eccellente prova data alla guida del governo fra il 1983 e il 1987, sino a quando l’allora segretario della Dc Ciriaco De Mita non decise di interromperne l’esperienza ricorrendo addirittura alle elezioni anticipate, neppure alla fantomatica staffetta fra il segretario socialista e un esponente democristiano.

Addio, Rosilde carissima. O arrivederci, se davvero c’è un posto o un modo dove o con cui incontrarci e consolarci anche dopo la morte.

2 risposte a "Addio a Rosilde Craxi, donna di forte temperamento e spietata franchezza"

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