de Bortoli si è graziato per fortuna da solo

Anche se non ho mai avuto l’occasione né professionale né umana di conoscerlo, ma solo la possibilità di leggerne gli articoli, ho pregato fuori stagione tutti i santi che mi sono venuti in mente, celebrati di solito all’inizio di novembre, perché salvassero Ferruccio de Bortoli dalla tentazione del diavolo, impersonato in questa circostanza da quel buon uomo che mi sembrava una volta Pier Luigi Bersani. Il quale lo aveva invitato nei giorni scorsi, insieme con gli altri fuoriusciti dal Pd, compreso quindi Massimo D’Alema, ad intervenire sabato ad un convegno della sinistra targata DP, a Milano.

Certo, un intervento dell’ex direttore del Corriere della Sera, dopo tutte le polemiche scatenate dal suo libro fresco di stampa sui “poteri forti, o quasi”, molto quasi a forse più forti di quelli che appaiono pubblicamente come tali, avrebbe fatto un grande comodo alla sinistra dell’ex sinistra del Pd. Che ha avvertito come una sinfonia lo scontro consumatosi, in particolare, tra l’ex direttore del Corriere della Sera, il risegretario del Pd Matteo Renzi, familiari e amici.

Qualche santo deve avermi ascoltato ed esaudito perché mi è giunta notizia, spero non smentita dai fatti nelle prossime ore, della decisione di de Bortoli di sottrarsi all’invito, o alla tentazione, come preferite. La tentazione, non foss’altro, di far vendere qualche copia in più del suo libro, magari con un paio di banchetti sistemati davanti alla sede del convegno politico della sinistra Dp, e forse anche pisapiana, da Giuliano Pisapia, ex sindaco di Milano, e viaggiatore infaticabile tra nostalgici dell’Ulivo e alberi affini.

L’ex direttore del Corriere della Sera si è insomma risparmiato -spero- di ripercorrere una delle strade o dei veicoli imboccati dal mio compianto ed ex maestro Indro Montanelli. Che dopo una vita di insulti rimediati dai comunisti per il suo orgoglioso comservatorismo, per quanto illuminato, fini la sua brillante carriera di giornalista, scrittore, storico come ospite applauditissimo delle feste dell’Unità. I cui frequentatori e attori non si erano per niente convertiti alle sue idee conservatrici. Era soltanto accaduto che lui si fosse convertito al loro antiberlusconismo, per quanto Silvio Berlusconi fosse stato da lui stesso scelto come suo editore o mecenate, chiamato a diventare ad un certo punto proprietario del Giornale fondato nel 1974, giusto per pagarne i debiti.

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