Il tetto europeo al prezzo del gas fa cantare vittoria alla Meloni e l’avvicina ancora di più a Draghi

A dispetto della “grande vittoria” vantata da “una Meloni travestita da Draghi”, come ha titolato Il Foglio, per il tetto al prezzo del gas finalmente fissato dall’Europa in 180 euro a megavattora dal 15 febbraio prossimo, Può darsi che abbiano ragione, per carità, quanti dubitano dei risultati di una decisione che sarebbe stata presa troppo tardi e comunque male. Ben al di sopra -ha osservato qualcuno- dei 20 euro originariamente immaginati per il tetto, anche se al di sotto degli oltre 200 cui ad un certo punto si era pensato si dovesse arrivare. 

“E’ una fregatura”, ha gridato La Verità, che pure è di un’area non ostile a quella del governo e ritiene che la Russia continuerà a farci pagare care le nostre bollette usando il mercato energetico per finanziare la guerra all’Ucraina. Eppure “Putin protesta”, ha titolato La Nazione riferendo delle reazioni al Cremlino. Dove ritengono che è l’Europa a “distorcere il mercato” e non loro, i russi, ad averlo già abbondantemente piegato alle loro speculazioni. 

Non resta, a questo punto, che aspettare incrociando naturalmente le dita e sperando che a sbagliare siano i critici e, più in generale, i pessimisti. Certa è comunque, oltre alla reazione negativa di Putin e alle sue solite minacce di farcela pagare cara, come se disponesse del monopolio delle fornite di gas, petrolio e quant’altro, la prova che ha dato l’Europa della sua capacità di decidere, pur tra i lacci e lacciuoli che ne ritardano generalmente gli interventi. 

E’ peraltro significativo che questa  capacità di decisione sia stata dimostrata in un momento particolarmente difficile, a dir poco, per l’Unione a causa del discredito procurato al Parlamento europeo dallo scandalo chiamato Qatargate, fra arresti e sequestri di sacchi e valigie di banconote destinate alla corruzione. Un discredito da cui magari Putin aveva pensato di trarre vantaggi pur non avendo in questa occasione speso un rublo per contribuirvi, salvo sorprese naturalmente. Che non sono mai da escludere in questo campo minatissimo, vista anche la capacità già mostrata dai russi di volere e sapere muoversi su certi percorsi. 

Ripreso da http://www.policymakermag.it

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