Quegli annunci alquanto prematuri di ultimatum a Draghi e di una sua stanchezza

C’è qualcosa di francamente esagerato nella rappresentazione fatta a sinistra e a destra dei problemi di governo con i quali è alle prese in questi giorni il presidente del Consiglio, peraltro già impegnato a fine settimana e mese sul piano internazionale col G20 a Roma.

Titolo di Repubblica

Esagerato, in particolare, è quell’”ultimatum a Draghi” gridato su tutta la prima pagina da Repubblica riferendosi alle resistenze della Lega, sul piano politico, e dei sindacati quasi convergenti sulla questione dell’uscita dalla cosiddetta quota 100 per le pensioni. Come se davvero nell’attuale situazione politica, in pieno semestre cosiddetto bianco e con i partiti in condizioni di salute non proprio brillanti, neppure quelli che si sono attribuiti, a torto o a ragione, la vittoria o addirittura il “trionfo” in un turno di elezioni amministrative contraddistinto dal record delle astensioni, ci fosse qualcuno in grado di porre ultimatum al governo. Il cui credito internazionale deriva solo dal prestigio personale del presidente del Consiglio. Una sua semplice o involontaria smorfia di stanchezza provocherebbe nei mercati una tragedia per i nostri conti.

Titolo di Libero

A proposito di stanchezza, è altrettanto esagerato solo immaginarla da parte di un uomo dal sistema nervoso e dal senso di responsabilità di Mario Draghi, col curriculum che ha alle spalle e con quello che potrebbe ancora ottener solo se lo volesse, mostrandosi disponibile, per esempio, ad un trasferimento al Quirinale non per defilarsi ma per garantire da un’altra postazione la realizzazione del piano della ripresa, finanziato dall’Unione Europea a condizione di una serie di riforme. Il titolo di Libero su Draghi “stufato” o la foto d’archivio riesumata dal Tempo per rappresentare il presidente del Consiglio sul punto di abbandonare il posto sono soltanto infortuni di fantasia.  

Ripreso da http://www.startmag.it

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