COVID19 – fase2 – Epidemia al 10/05/2020: elaborazione su dati lab24.ilsole24ore.com/coronavirus.

Il tampone positivo stabilisce che la persona è contagiata e potenziale contagiante, senza o con i noti sintomi e segni della malattia da COVID-19. In Italia sono stati effettuati 2,57 milioni di tamponi, di cui il 18,9% in Lombardia, il 17,13% in Veneto, l’1,8% in Calabria e lo 0,36% in Molise.

I contagiati  su  100.000 abitanti sono: Italia 363; Lombardia 810; Calabria 58; Molise 121.

L’indice di infettività in Italia è inferiore ad 1 persona  per ogni contagiato. La percentuale dei contagiati  non ancora negativizzati  (malati) in  Italia è 38%  rispetto all’ 85% del 11/03. L’incremento  dei contagiati, da ieri ad oggi, è: Italia 0,37% da 22,8 ; Lombardia 0,35% da 20,3 ; Calabria 0,27% da 46,2; Molise 6,63% da 5,26.

La distribuzione di questi  incrementi è disomogeneo. Le regioni in cui l’incremento è superiore allo 0,35%  sono: PIE, LIG, LAZ, MAR, PUG, SIC, ABR, SAR, VAO, BAS, MOL (6,63) (popol. 26,3 milioni). Le province in cui l’incremento è superiore al 0,70% sono: PV, BI, GR, IM,SV, MC, AV, BA, PA, PE, SU, OR, VV, MA, CB (8,49) (popol  6,1 milioni).

Terapie disponibili: ossigeno con o senza assistenza ventilatoria, anti-infiammatori (cortisone a tempi e dosi appropriati, inibitori selettivi del cox2), anti-virali (es. Remdesivir – sperimentazione internazionale dr. Fauci conclusa, risultati in attesa di pubblicazione, uso specifico per COVID19 già ora  concesso da FDA-U.S.), anticoagulanti, plasma umano da soggetti immunizzati (utilizzata in alcuni centri con sperimentazione specifica in corso), terapie di sostegno.  Usare cortisone tempestivamente (tosse secca-febbre-fiatone a riposo) con attenzione ai possibili rischi dopo interruzione troppo repentina di dosi alte e prolungate (J.Clin.Endocrin Met). Vaccino in corso di sperimentazione umana internazionale, per ora risulta sicuro e non nocivo, fase successiva in corso (oltre mille volontari già arruolati).

 Prevenzione: distanziamento, protezioni individuali, protezioni nei luoghi di lavoro, studio, etc. Test diagnostici (tamponi, sierologici) da usare anche in persone asintomatiche, monitoraggio con App telefono.

Grafico:  Dall’ 1/3 l’andamento nazionale degli incrementi quotidiani di alcuni parametri è espresso come media mobile di 7giorni. Si osserva: a) decelerazione della epidemia intorno al 24/03, b) accentuata decelerazione dei malati intorno al 7/04, c) il numero dei nuovi guariti supera quello dei nuovi contagiati intorno al 28/04, d) decelerazione lenta dei nuovi decessi iniziata  intorno al 5/04.

 

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Elaborazione di Salvatore Damato, professore associato di malattie respiratorie

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salva.damato@libero.it

 

Bonafede e il governo tra la bandiera e lo straccio di un decreto legge carcerario

            Fra i vari, troppi inconvenienti del decreto legge approvato a tamburo battente dal Consiglio dei Ministri per  fare rimandare nelle celle, e chiuderli bene a chiave, o piantonarli a dovere in qualche ospedale, i mafiosi e narcotrafficanti, veri o presunti, condannati o ancora sotto processo, trasferiti a casa dai giudici di sorveglianza per paura del coronavirus, c’è l’assai infelice coincidenza col giorno in cui il capo Moro.jpegdello Stato in persona ha ricordato i 42 anni trascorsi, appunto ieri, dalla terribile morte di Aldo Moro. La cui carriera ministeriale cominciò nel 1955 proprio dove siede ora il guardasigilli grillino Alfonso Bonafede, che questo decreto ha voluto  per scrollarsi di dosso, in tempo per i suoi prossimi appuntamenti parlamentari, appesantiti da una mozione di sfiducia individuale depositata al Senato dal centrodestra, il sospetto di non essere stato abbastanza duro con i detenuti di mafia. Moro -credetemi- per dottrina penale, di cui era Titolo Fatto.jpegprofessore, e per formazione politica non si sarebbe mai lasciato tentare da un provvedimento del genere. Che somiglia più a uno straccio che ad una bandiera,  sventolata invece sulla prima pagina dal Fatto Quotidiano.

             Un uso così strumentale di un decreto legge, a fini più emotivi che reali, si era visto solo nel 1991 ad opera dell’allora guardasigilli socialista Claudio Martelli con l’avallo di un presidente del Consiglio, Giulio Andreotti, cui poi non fu risparmiata per questo l’onta dell’accusa di concorso Bonafede.jpegesterno in associazione mafiosa. L’ho già ricordato e lo ribadisco, ora che Bonafede è stato Nino Di Matteo.jpegaiutato a Palazzo Chigi da Giuseppe Conte in questa specie di controffensiva dopo lo scontro mediatico avuto col consigliere superiore della magistratura Nino Di Matteo. Che ancora non gli perdona, dopo due anni, di avergli proposto e poi negato la nomina a capo del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria mentre-guarda caso- i boss mafiosi in carcere minacciavano proteste.

               Ora tutto sarebbe a posto, secondo Bonafede e Conte. Entro 15 giorni i giudici di sorveglianza rivedranno le pratiche e decideranno se confermare o no i loro provvedimenti alla luce di nuove valutazioni sull’andamento dell’epidemia, sulla capienza delle strutture penitenziarie e  sulla disponibilità dei posti in ospedale. Poi se ne occuperanno ogni 30 giorni, sino a quando tutti i liberati -saliti nel frattempo da più di 300 a più di 400- non torneranno dove la stragrande maggioranza della gente comune, e degli elettori, li vorrebbe naturalmente vedere.

               Nel frattempo questa gente comune, diciamo così, può risparmiarsi ogni scomoda riflessione su un passaggio così poco discutibile dell’amministrazione della giustizia, intesa in senso lato e minuscolo, festeggiando la liberazione -finalmente- della giovane volontaria italiana Silvia Romano, sequestrata Schermata 2020-05-10 alle 04.38.34.jpegun anno e mezzo fa a fini estorsivi dalle solite bande armate in Kenia. Alla povera e inconsapevole Silvia -ben tornata a casa, naturalmente-  capita in fondo l’involontaria missione pacificatrice degli animi svolta nell’estate del 1948 da Gino Bartali vincendo alla grande in bicicletta in Francia dopo l’attentato a Palmiro Togliatti in Italia. Dove si temeva una rivolta dei comunisti che non avevano ancora digerito la sconfitta elettorale del 18 aprile.

             Ah, quanti scherzi riesce a testo Scalfari.jpegprodurre la politica anche in questi tempi di coronavirus, in cui comunque anche ad Eugenio Scalfari  su Repubblica viene il sospetto, sia pure per altri versi, che quella di Conte, da lui stimatissimo, sia “una posizione incerta”, letteralmente. 

 

 

 

 

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