Il governo inciampa al Senato nel controverso condono edilizio di Ischia

             I muscoli esibiti dal governo contro l’Unione Europea con tanto di lettera in difesa dei conti, ma soprattutto delle previsioni di sviluppo portate a sostegno del maggiore deficit, e debito pubblico, si sono miseramente afflosciati nella commissione del Senato che si occupa della conversione in legge del decreto che porta il nome di Genova per l’emergenza creatasi col cedimento del viadotto Morandi. Ma dove il vice presidente grillino del Consiglio, facendone quasi una questione personale di fiducia nel suo partito e fuori, ha insaccato un condono edilizio molto generoso per moltissime case della lontanissima Ischia, abusive e travolte non da un ponte crollatovi addosso ma dal terremoto.

           Di questo condono la senatrice berlusconiana Urania Giulia Rosina Papatheu, eletta in Sicilia, ha proposto non l’abolizione ma un ridimensionamento, una versione insomma meno generosa, con un emendamento approvato a sorpresa con 23 voti contro 22, nonostante la defezione di un parlamentare forzista che ha cercato di sostenere la traballante maggioranza gialloverde.

          Rolli.jpgA far pendere la bilancia contro il governo sono stati il voto del senatore grillino Gregorio De Falco a favore dell’emendamento e l’astensione della collega di gruppo Paola Nugnes, entrambi già sotto processo nel loro movimento per non avere voluto approvare, neppure col ricorso del governo alla fiducia, la conversione del decreto legge su immigrazione e sicurezza nell’aula di Palazzo Madama.

           Ora i due senatori grillini, soprattutto De Falco, rischiano l’espulsione dal movimento e dal relativo gruppo parlamentare. Per De Falco, noto come l’ufficiale che dalla Capitaneria di Porto di Livorno il 13 gennaio del 2012 ordinò perentoriamente, con una parolaccia, al comandante Francesco Schettino di risalire a bordo della nave Concordia abbandonata nel naufragio davanti all’isola del Giglio, si prospetta uno spettacolo alla rovescia. Qualcuno gli ordinerà probabilmente di scendere, con o senza la parolaccia rafforzativa, dal movimento col quale è approdato al Senato nelle elezioni del 4 marzo scorso.

          L’incidente occorso ai grillini e, più in generale, alla maggioranza gialloverde nella commissione Ambiente e Lavori Pubblici di Palazzo Madama, anche se dovesse essere superato in aula con un contro-emendamento, magari rafforzato col ricorso generale alla fiducia su tutto il provvedimento per evitarne peraltro il ritorno alla Camera, conferma ad un tempo le tensioni esistenti nel movimento delle 5 stelle e la precarietà numerica della combinazione  di governo al Senato: elementi o circostanze che potrebbero aggravarsi negli sviluppi  della situazione politica.  

 

 

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