Storie di rimpatri e partenze sui binari della politica italiana

            La notizia, salvo smentite, è di Francesco Verderami sul Corriere della Sera. Assente Luigi Di Maio, ancora in Cina sbandierando il controverso biglietto del volo in classe economica effettuato per arrivarvi Verderami 1 .jpgda Roma via Amsterdam, i grillini dissidenti si sarebbero in qualche modo preparati alla crisi di governo, se mai dovesse arrivare davvero fra le tante prove di forza in corso nella coalizione gialloverde sulle materie più disparate, incontrando “in delegazione alcuni dirigenti del Pd”.

            Anche questi ultimi, ad occhio e croce, per quanto non meglio precisati, dovrebbero essere dissidenti rispetto alla linea che l’ex segretario Matteo Renzi è riuscito sino ad ora a imporre al suo partito: quella di non offrire sponde al movimento delle 5 Stelle, neppure per favorirne la rottura con i leghisti, vista la quantità enorme di trappole che sono riusciti imprudentemente a disseminarsi da soli protagonisti e attori del governo, e ormai anche del sottogoverno realizzato in poco più di cento giorni con raffiche di nomine bloccatesi in estate solo alla Rai per l’incidente occorso alla presidenza. Dove comunque si sta rimediando proprio in questi giorni, ma paradossalmente grazie all’accordo sopraggiunto nel centrodestra sul candidato leghista Marcello Foa, appena rieletto dal Consiglio d’Amministrazione dell’azienda pubblica e sicuro ormai di avere questa volta il voto favorevole dei forzisti mancatogli al primo giro nella commissione parlamentare di vigilanza, già convocata per la prossima settimana.

             Sono proprio gli eventi sopraggiunti nel centrodestra, fra incontri, cene e quant’altro, ad avere messo in agitazione i grillini. E non solo i dissidenti, diciamo così, di sinistra ma anche gli altri, ai quali non tornano più i conti del territorio, visto che proprio con le intese raggiunte fra Silvio Berlusconi, Giorgia Meloni e Matteo Salvini, in ordine solo alfabetico, con le prossime elezioni regionali il centrodestra potrà fare davvero il pieno. Lo ha sottolineato, compiaciuto nella serie dei suoi editoriali di carta stampata, il conduttore di Porta a Porta Bruno Vespa. Che ha colto l’occasione anche per ricordare agli smemorati che il Cavaliere di Arcore non è “la moglie tradita” da Salvini, ma la moglie che “ha ritrovato il marito”, autorizzato nei mesi scorsi alla “scappatella” con i grillini.

               Questa storia del centrodestra ritrovato, e non solo per la conquista delle regioni non ancora possedute ma anche per vedere realizzato grazie ai leghisti qualcosa del proprio programma dal governo Giannelli.jpgin carica, ha tolto il sonno a quelli del Fatto Quotidiano, come dimostra la vignetta di Vauro sulla prima pagina dedicata al “rimpatrio” di Salvini ad Arcore. Non meno sarcastico è stato Giannelli sul Corriere della Sera con quel Di Maio alla stazione ferroviaria che, appiedato, vede partire Salvini su un altro treno.    

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