La breccia di Matteo Salvini nel muro di Sergio Mattarella al Quirinale

            Contento lui….,si potrebbe dire di Matteo Salvini dopo l’atteso incontro con Sergio Mattarella al Quirinale. Dove il capo dello Stato, con tono cortese ma fermo, secondo notizie di buona fede, si è doluto dei modi di parlare, e un po’ anche di agire, dell’ospite almeno come vice presidente del Consiglio e ministro dell’Interno, ma in fondo anche come leader della Lega. E Salvini non ha potuto, di fatto, che scusarsi chiedendo comprensione.

            Con virgolettati che si trovano in diversi giornali, e che non sono stati smentiti dall’interessato, l’ospite del Quirinale ha detto al presidente della Repubblica: “So di essere qualche volta irruento. E’ nel mio carattere. Abbasserò i toni”. E Mattarella ha sorriso.

            La comprensione chiesta da Salvini è per gli attacchi durissimi che riceve ogni giorno e per le condizioni in cui si trova il suo partito nella vertenza giudiziaria che, a forza di sequestri, gli fa rischiare di non avere i mezzi economici necessari per fare politica. E qui il capo dello Stato lo ha bloccato un po’ allargando le braccia, come per dire che l’argomento non era né gradito né ammesso, e un po’ ricordandogli che la legge mette a disposizione della Lega tutti i mezzi per difendersi.

            Nell’incontro il discorso non poteva non cadere anche sulla questione -appena sollevata da Salvini sui giornali con dichiarazioni e polemiche anche all’interno del governo, in particolare con la ministra grillina della Difesa- dell’accessibilità ai porti italiani delle navi che abbiano soccorso migranti nell’ambito di una missione militare nel Mediterraneo concordata fra 15 Paesi dell’Unione Europea, e attualmente comandata da un ammiraglio italiano.

            A questo proposito il capo dello Stato, che la Costituzione peraltro mette al vertice delle Forze Armate, ha ricordato all’ospite che le regole della missione vanno rispettate fino a quando non cambieranno, come il governo, e non solo Salvini, vorrebbe.

            Pur con questi limiti, che non sono né pochi né modesti, si sono sprecati gli aggettivi positivi spesi, a dire il vero, da entrambe le parti per definire l’incontro: “utile, positivo, rivolto al futuro, costruttivo…”.

            Costruttivo, è augurabile, non nel senso immaginato sulla Gazzetta del Mezzogiorno dal vignettista Nico Pillinini, che ha ritratto un inconfondibile Mattarella applicato nella costruzione, appunto, di un muro. Con Salvini naturalmente dall’altra parte.

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