La debacle grillina e la delusione leghista nella città civetta di Brindisi

             Fra i 760 e rotti Comuni in cui si è votato per il rinnovo delle relative amministrazioni, quello di Brindisi si presta più di molti altri a riflessioni sugli effetti dello scenario politico nazionale dopo la formazione del governo gialloverde di Giuseppe Conte.

            Nella popolosa città pugliese, dove sono scesi a fare campagna elettorale entrambi i vice presidenti del Consiglio, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, riempiendo le piazze nella speranza di riempire anche le urne, il centrodestra ha voluto o potuto sperimentare l’esperienza della rottura. Esso si è presentato diviso tra leghisti e fratelli d’Italia da una parte e Forza Italia dall’altra, anche se supportati tutti da liste civiche.

            Ciò ha permesso, fra l’altro, alla Lega e al movimento delle 5 stelle, di misurarsi fronteggiandosi da sole, o quasi, visto che il partito di  Salvini -ripeto- è rimasto alleato a livello locale con la destra di Giorgia Meloni.

            La separazione non ha consentito a Forza Italia e liste annesse, fra le quali quella della potente famiglia Antonino, di vincere la partita al primo turno col candidato sindaco Roberto Cavaliere, fermatosi al 34.7 per cento dei voti. Egli avrebbe probabilmente superato il 50 per cento e conquistato il Comune con buona parte del 18,4 per cento raccolto dal candidato destroleghista Massimo Ciullo. Si vedrà cosa potrà accadere fra 15 giorni al ballottaggio, che avverrà fra il forzista Cavaliere e il candidato del centrosinistra Riccardo Rossi, fermatosi al primo turno al  23,4 per cento.

            Più interessante e significativa è tuttavia l’analisi dei risultati delle singole forze politiche.

            Forza Italia, pur essendo arrivata al ballottaggio, ha raccolto un modesto 7,4 per cento dei voti: soltanto un punto in più dei Fratelli d’Italia e due della Lega, fermatasi al 5,3, in controtendenza quindi rispetto al sorpasso compiuto dal partito di Salvini su quello di Silvio Berlusconi nelle elezioni politiche del 4 marzo scorso. Da solo, insomma, Salvini ha dimostrato di non poter replicare il successo conseguito all’interno di una coalizione vasta di centrodestra, comprensiva dei forzisti.

           Schermata 2018-06-12 alle 06.15.32.jpg I grillini, dal canto loro, col 17,7 per cento hanno raccolto tre punti e mezzo in meno del loro candidato a sindaco Gianluca Serra. Ma soprattutto, pur rimanendo il primo partito di Brindisi, sono letteralmente precipitati dal 43,5 per cento dei voti raccolti nelle elezioni politiche del 4 marzo scorso. Il crollo è quantitativamente simile a quello avuto dalle 5 Stelle a Ragusa, in Sicilia. Non si può proprio dire che l’alleanza di governo con i leghisti abbia quindi portato fortuna ai pentastellati.

            Il Pd, infine, è ulteriormente sceso dall’11,2  del 4 marzo al 9,6, pur essendo rimasto in competizione col centrosinistra nel ballottaggio comunale del 24 giugno. In compenso è andato meglio altrove, tanto da permettere all’ex presidente del Consiglio Paolo Gentiloni un messaggino ironico sulla “notizia fortemente esagerata della morte” del suo partito tre mesi fa.

           

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