Consigli e soccorsi a Salvini dai vecchi alleati nei rapporti con i grillini

            Il Giornale della famiglia di Silvio Berlusconi -accusato personalmente  durante la lunga crisi di governo dai grillini, attraverso dichiarazioni di Luigi Di Maio e titoloni del Fatto Quotidiano, di avere chissà quale arsenale di notizie e persino di atti notarili da usare contro l’alleato Matteo Salvini, se avesse insistito sulla strada dell’intesa con loro- ha offerto improvvisamente al segretario della Lega lodi, consigli e soccorsi.  

            A offrirglieli è stato, in particolare, il sociologo Francesco Alberoni con un editoriale nel quale si accredita la possibilità che la Lega, dopo avere superato Forza Italia nel campo del centrodestra, riesca prima o poi a sorpassare anche il movimento delle 5 stelle diventando il primo partito italiano. E’ ciò che, in verità, cominciano a temere anche molti grillini, che avrebbero preferito non a caso un’alleanza di governo col malmesso Pd. Ma è ciò che ha mostrato di temere, nel suo discorso di esordio al Senato da oppositore anche l’ex segretario del Pd Matteo Renzi esorcizzando lo scenario di un “nuovo bipolarismo” costituito da Salvini a destra e da Di Maio, o chi per lui domani, a sinistra.

            Ebbene, “c’è da aspettarsi -ha scritto Alberoni- che tanto i 5 stelle quanto il Pd scatenino contro la Lega e contro Salvini  e (indirettamente) contro il centrodestra una di quelle offensive di diffamazione devastanti che sono la specialità della sinistra e dei suoi intellettuali. Essi, per sconfiggere un nemico, prima lo denigrano e poi lo accusano di ogni ignominia, lo infangano. E’ così -ha ancora scritto Alberoni- che hanno fatto con Berlusconi”, processato con rito sommario ben prima di arrivare nelle aule di giustizia e di uscirne davvero condannato, ma anche assolto qualche volta, e non solo “prescritto”, come gli rinfaccia sempre Marco Travaglio tra un “delinquente” e l’altro che gli propina sfogliando il suo archivio giudiziario.

            Ha fatto in qualche modo eco ad Alberoni e al Giornale sulla sua Verità Maurizio Belpietro con un editoriale il cui titolo parla da solo, e risparmia perciò anche la fatica di leggerlo: “Il nuovo sport nazionale? Caccia a Salvini. Ora è pure mafioso”. Una caccia, quella a Salvini, che l’interessato – direi- mostra peraltro di gradire, convinto evidentemente di poterci guadagnare sopra altri voti ancora cannibalizzando contemporaneamente vecchi e nuovi alleati. Diversamente non mi spiegherei l’impegno col quale il segretario leghista ne dice e ne fa una ogni ora, del giorno e della notte, per tenere stabilmente la scena.

            Pure dalle parti del Foglio fondato da Giuliano Ferrara e diretto da qualche tempo da Claudio Cerasa, l’uno alternando la firma con l’elefantino rosso e l’altro con una ciliegia, cominciano ad avvertire nei riguardi di Salvini un misto di preoccupazione, per il suo corso populista, e di interesse o compiacimento per un protagonismo che potrebbe creare ai grillini problemi ancora più seri e gravi che al vecchio “amor nostro” Berlusconi. Così il Cavaliere continua ad essere chiamato dai foglianti con falsa ironia, essendo davvero rimasto nelle loro simpatie, e sentimenti di gratitudine. C’è più del compiacimento che della preoccupazione, obiettivamente, in quel “guinzaglio della legislatura” che Ferrara e Cerasa hanno messo con un titolo di prima pagina nelle mani del vice presidente del Consiglio e ministro dell’Interno.

           

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