Si impenna il gradimento del governo, e Berlusconi ne prende le distanze

            Non si impennano solo i dati dei contagiati e dei morti  in questa guerra del Coronavirus che ha investito paradossalmente l’Italia più della stessa Cina, da dove si è mosso questo mostro invisibile. Si impennano, a consolazione di Giuseppe Conte e del modo in cui sta fronteggiando l’emergenza, anche i dati di Repubblica.jpeggradimento del suo secondo governo: “il più alto” – 71 per cento- fra quelli succedutisi negli ultimi dieci anni. Lo ha precisato Ivo Diamanti illustrando i risultati del sondaggio appena effettuato da Demos per il giornale La Repubblica. Che lo ha diffuso, in verità, con evidenza misurata, dando l’impressione di esserne rimasta per primo sorpreso.

            Ma ancora più sorprese debbono essere rimaste le opposizioni di centrodestra, questa volta senza distinzioni fra le sue componenti. Si deve forse anche a questa notizia, anticipatagli in tempo per tenerne conto, se Silvio Berlusconi dal suo rifugio in Provenza in una lunga intervista telefonica al direttore del Giornale di famiglia, Alessandro Sallusti, ha un po’ ridimensionato gli apprezzamenti della prima ora -o addirittura i ringraziamenti dello stesso Sallusti, formulati in una diretta televisiva su una rete di Mediaset–  per il voluminoso decreto legge approvato dal Consiglio dei Ministri e chiamato “Cura Italia” da Conte in persona.

            “Così Berlusconi al Giornale.jpegnon va” ha titolato oggi il Giornale su tutta la prima pagina riportando all’interno questo “appello” del presidente e fondatore di Forza Italia al capo del governo, già duramente contestato a caldo nel centrodestra da Matteo Salvini Brlusconi 2 .jpegper la Lega e da Giorgia Meloni per i Fratelli d’Italia: “Ascolti le nostre proposte. Il decreto appena varato ne percepisce purtroppo solo alcune, ma è ancora largamente insufficiente per le categorie economiche. Bisogna fare molto di più soprattutto per le piccole e medie imprese, per il lavoro autonomo, i professionisti, gli artigiani, le partite Iva. In Parlamento deve essere ampiamente modificato e migliorato perché possa avere il nostro appoggio”.

            Nessun rilievo tuttavia è stato espresso da Berlusconi sulle restrizioni personali imposte a più Il Foglio.jpegriprese dal governo, e non ancora terminate, per contenere il contagio: restrizioni peraltro sollecitate, e non sempre del tutto esaudite, dai governatori di centrodestra delle regioni del Nord più colpite dalla diffusione del coronavirus. E dove, come in altre parti del Paese, sono in molti a lamentare – come da vignetta sul Foglio- che siano ancora in troppi a non starsene in casa, abusando delle necessità di spesa, assistenza e quant’altro ammesse per muoversi. Il capo di Forza Italia ha riconosciuto che siamo ormai come in una guerra vera e propria, che non ammette leggerezze e comportamenti pericolosi.

            Su questo fronte dell’emergenza le sorprese sono arrivate invece a Conte e al suo governo da qualche Procura della Repubblica: in particolare, da quella di Genova. Il cui aggiunto Paolo D’Ovidio ha diffuso una circolare alle forze dell’ordine in cui si contestano praticamente i riferimenti al codice penale contenuti nei vari moduli elettronicamente disposti dal Ministero dell’Interno, cioè dalla Polizia, per l’uso da parte di chi si muove da casa e viene fermato per giustificarne i motivi. Si profilano pertanto complicazioni di carattere anche giudiziario, e non solo burocratiche, a meno che non si voglia ricorrere -ma forse a rischio di ulteriori complicazioni- al reato, già ventilato d’altronde da qualche parte, di diffusione di epidemia. Che è contemplato in due righe dall’articolo 438 del codice penale, con arresto obbligatorio e pena dell’ergastolo.

 

 

 

 

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